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Archive for the ‘Progetti/Projekte’ Category

Nei giorni scorsi i verdi di Laives hanno avuto modo di esprimere il loro apprezzamento per il recente comunicato stampa del comitato NO Airport. Condividiamo la posizione del comitato e ne sosteniamo l’attività sia a livello provinciale che locale.

Il sindaco Bianchi da parte sua dovrebbe fare altrettanto, al contrario sui media, accusa i verdi di cercare di impadronirsi politicamente del grande successo del referendum.

Noi verdi non cerchiamo di appropriarci del risultato del referendum, che è stato frutto di un grande movimento trasversale, che ha coinvolto tantissimi cittadini di tutti gli schieramenti, semplicemente non ci fermiamo all’esito del referendum, come invece stanno facendo Bianchi e la SVP locale.

La battaglia contro l’aeroporto non è purtroppo finita con il referendum, è ancora necessario che ognuno, indipendentemente dal ruolo e carica che ricopre, faccia tutto il possibile per contrastare questo progetto e sostenere chi come il comitato NO Airport contro questo progetto si batte.

Noi verdi questo lo abbiamo sempre fatto e continueremo a farlo. Abbiamo chiesto più volte alla nostra amministrazione comunale, a partire dal giorno successivo al referendum del 2016 (sic!) di riportare il nostro piano urbanistico comunale alla situazione precedente il referendum stesso. Da più di due anni Bianchi e SVP, mutuando un termine calcistico, attuano una vergognosa “melina”, accampando scuse continue e pretestuose, per non fare quello che più volte in consiglio comunale, si sono impegnati a fare.

Quindi ribadiamo con forza che i verdi non detengono e nemmeno chiedono sia loro attribuita la paternità politica della battaglia contro l’aeroporto, il nostro obiettivo è quello di contrastare, come e dove possiamo, il progetto dell’aeroporto e contestualmente sostenere, dove e come possiamo chi, come il comitato NO Airport, contro questo progetto si batte; Bianchi e SVP locale facciano altrettanto!.

Non possiamo in ogni caso evitare di sottolineare la colpevole incoerenza dell’attuale amministrazione di Laives che, ai grandi proclami contro l’aeroporto, in questo sono bravissimi, pur avendone la possibilità, non ha accompagnano i relativi “fatti”.

 

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Nella prossima seduta di consiglio provinciale verrá discussa una mozione del gruppo verde (a firma di Dello Sbarba, Foppa e Heiss) che riguarda da vicino il nostro comune,
rilanciando una tematica più volte affrontata anche dai verdi di Laives già a partire dalla fase immediatamente successiva al referendum del 2016.

mozione n. 12/2016, (approvata)
interrogazione n. 20/2016
interrogazione n. 24/2017

Ora come detto anche in Provincia approda la richiesta di modificare il PUC di Laives riducendo la zona aeroportuale alla situazione del 2013, la situazione antecedente quindi alla Provincia decisione della provincia di ampliare l’attività aeroportuale.

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Nel corso della seduta di consiglio comunale del 4 aprile si è discusso un ordine del giorno verde contro la linea di accesso sud del tunnel di base del Brennero (BBT).

Un’opera infrastrutturale faraonica che rientra a pieno titolo nella classifica delle più inutili, costose e pericolose opere mai previste in Bassa Atesina.

L’obiettivo dell’opera è almeno nelle dichiarazioni quello di trasferire su rotaia una gran parte, del traffico attualmente su gomma. Nessuno però dice chiaramente che il passaggio su rotaia sarebbe giá oggi possibile, se ci fosse la volontá politica di farlo.

Già a metà degli anni ’90 fu inaugurato il servizio di trasporto merci ferroviario RoLa (la cosiddetta Autostrada viaggiante), da Trento verso Nord. (vedi a riguardo la mozione 39 del consiglio regionale del TAA).

Il progetto avviato con lungimiranza aveva – e dovrebbe avere ancora oggi – l’obiettivo primario di spostare parte del traffico merci dalla gomma alla rotala, con tutte le ovvie implicazioni ambientali che ne conseguono. Il servizio era arrivato fino ad avere sette coppie di treni/giorno, oggi ridotti – purtroppo – a due. L’interporto di Roncafort è dunque tristemente sottoutilizzato, con un conseguente deficit economico a partire dal 2011, mentre i TIR intasano l’A22

Nel 2015 il RoLa ha trasportato 17.365 TIR da/per Trento, mentre diretti fino a Brennersee sono stati ben 137.566 i TIR trasportati, quindi ciò significa che un gran numero di TIR ha ritenuto più conveniente, una volta giunto al Brennero, di proseguire lungo le strade sul suolo italiano, contribuendo notevolmente all’inquinamento delle nostre vallate.

Riteniamo quindi che già ora puntare con decisione su questi tipi di servizi logistici, porterebbe al raggiungimento dei risultati sperati senza imbarcarsi in progetti dai costi inimmaginabili, ma soprattutto dagli impatti ambientali devastanti per il nostro territorio.

In sede di votazione SVP e PD i principali partiti di maggioranza ed opposizione si sono in ogni caso espressi compattamente contro il nostro documento definendo la prevista tratta di accesso sud del BBT, un’opera fondamentale per la Bassa Atesina.

Incredibilmente ed inspiegabilmente secondo PD e SVP l’opera sarebbe fondamentale per la salute dei cittadini e per l’ambiente della Bassa Atesina.

 

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Pubblicato il parere del comitato ambientale sull’aeroporto: gli argomenti delle lobby vengono smentiti clamorosamente. Da 40 a 50 movimenti aerei al giorno, un aumento del livello sonoro fino a 10 dB(A) ed un aumento delle emissioni inquinanti paria 150 e 400%. Il parere del comitato ambientale della Provincia smentisce clamorosamente quanto dichiarato dall’ABD e dalle lobby dei favorevoli. Chi volesse farsi un quadro obiettivo trova ora qui il succitato parere
 
40 bis 50 Flugbewegungen täglich, ein Anstieg des Grundlärmpegels um bis zu zehn Dezibel und eine Emissionsbelastung, die um 150 bis 400 Prozent steigt: Das Gutachten des UVP-Beirates des Landes führt etliche Behauptungen der Flughafen-Befürworter ad absurdum. Wer sich ein objektives Bild machen will, findet das Gutachten nun im Südtiroler Bürgernetz.
Als Gegner eines Ausbaus des Bozner Flughafens werfen uns die Flughafen-Befürworter immer wieder vor, falsche Informationen zu verbreiten. Dabei sind es die Argumente der Befürworter – allen voran der Landesregierung – die durch das Gutachten ihres eigenen UVP-Beirates widerlegt werden – und zwar Stück für Stück.
So gehen die Umweltexperten nicht etwa von einer „vernachlässigbaren“ Emissionsbelastung im Einzugsbereich des Flughafens aus, wie dies immer von der Flughafen-Lobby behauptet wird, sondern sehen eine echte Gefahr für Mensch und Umwelt. Die Schadstoffbelastung, so der Beirat in seinem Gutachten, steige um 150 bis 400 Prozent. Beeindruckende, vor allem aber beunruhigende Zahlen für all jene, denen die eigene Gesundheit und das Wohlergehen ihrer Kinder lieb sind.
Selbiges gilt für die Lärmentwicklung, deren Grundpegel in den Gebäuden in der Einflugschneise um bis zu zehn Dezibel ansteigen wird. Dies entspricht einer Verdoppelung des gefühlten Lärms und einer enormen Beeinträchtigung der Lebensqualität bzw. der Qualität der Arbeitsplätze im Einzugsgebiet des Flughafens.
Ähnlich ad absurdum geführt werden die beschwichtigenden Angaben der Flughafen-Befürworter zu den Flugbewegungen. So werden landauf, landab durchschnittlich fünf Flüge (also zehn Flugbewegungen) täglich kommuniziert, der UVP-Beirat geht allerdings – gestützt auf das landeseigene Flughafen-Konzept – im Endausbau von 40 bis 50 Flugbewegungen täglich aus. In Spitzenzeiten wird demnach – gewinnt das Ja beim Referendum am 12. Juni – alle paar Minuten ein Verkehrsflugzeug über die Köpfe der Bozner, Unterlandler und Überetscher hinwegdröhnen.
Wer demnach die Experten- der Lobbymeinung vorzieht, kann sich das Gutachten des UVP-Beirats zum Ausbau des Bozner Flughafens aus dem Südtiroler Bürgernetz herunterladen.

 

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Estratto del documento ENAC: “Regolamento per la costruzione e l’esercizio degli aeroporti” (Cap 9.6.6)

Nelle zone di tutela A, B e C vanno evitati:
– insediamenti ad elevato affollamento, quali centri commerciali, congressuali e sportivi a
forte concentrazione, edilizia intensiva, ecc… ;
– costruzioni di scuole, ospedali e, in generale, obiettivi sensibili;
– attività che possono creare pericolo di incendio, esplosione e danno ambientale.

Non ci dicono, che concretamente questo potrebbo essere lo scenario, senza  parole…..

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Riccardo dello Sbarba smentisce il Presidente Kompatscher

CHE COSA SUCCEDE SE VINCE IL NO?

Da subito la Provincia ritira ogni finanziamento.

Intanto la proprietà dell’aeroporto è passata o sta passando alla Provincia in base al „Piano Nazionale aeroporti” entrato in vigore il 2 gennaio e alla Norma di attuazione n. 115 del 1773 (ci è stato infatti comunicato che non serve una nuova norma, basta questa del 1973 – benissimo). Le trattative tecniche per il passaggio sono tuttora in corso, a breve dovrebbero essere concluse.

Fin qui credo siamo tutti d’accordo.

Poi il Landeshauptmann dice: a quel punto però la competenza per l’affidamento della gestione resta all’Enac (o allo Stato), che lo metteranno a gara. Oppure lo metterà a gara la Provincia, su questo ho trovato differenti dichiarazioni di Kompatscher. Comunque cambia poco: verrà messo a gara e i voli continueranno, ma gestiti da qualcun altro. Questa la tesi del LH (che, detto tra parentesi, è come dire ai cittadini e alle cittadine: è inutile come votate, tanto il risultato non cambia – un messaggio che da chi ha convocato il referendum non mi sarei aspettato).

Qui i nostri punti di vista divergono. Infatti il Landeshauptmann salta un passaggio: la gara dovrà esserci SOLO se l’aeroporto verrà mantenuto in categoria 2C, che prevede voli passeggeri commerciali (di linea e charter). Ma qui è il punto: che resti in categoria 2C non è obbligatorio!

La Provincia può declassificarlo a una categoria inferiore (una delle categorie che iniziano per 1), eliminando le attività commerciali. A quel punto niente gara: resta un campo di volo molto più piccolo, per protezione civile e sport (alianti).

La competenza per fissare la categoria la Provincia ce l’ha: il „2C” è nella legge messa a referendum. Se la legge viene bocciata, vuole anche dire che la popolazione non è d’accordo con l’aeroporto di quelle dimensioni e la de-classificazione sarebbe un modo di rispettare la volontà popolare.

Credo che su questo il Landeshauptmann non può che confermare.

Leggo sul Corriere di oggi che a domanda su questo punto Kompatscher risponde che una de-classificazione dell’aeroporto risveglierebbe l’attenzione della Corte dei Conti. Interpreto così le parole del LH: la Corte rimprovererebbe alla Provincia di aver buttato via 120 milioni senza riuscire a trarre profitto dall’aeroporto. Ovviamente qui la responsabilità prima è di chi ha voluto questa avventura dell’aeroporto, non può essere un argomento contro il voto di chi vi si è opposto!

Ma provo a fare qualche obiezione cercando di assumere il più possibile il punto di vista del Presidente.

Primo, con questa logica, più grosso è il buco finanziario e più dovremmo insistere: c’è qualcosa che non va.

Secondo, la Provincia potrebbe dire che vuole rispettare la volontà popolare.

Terzo, che vuole evitare ulteriori perdite di denaro pubblico, in quanto l’aeroporto non è mai stato redditizio.

Quarto faccio notare che lo scenario che paventa Kompatscher se vince il no, si verifica anche se nel 2022 non vengono raggiunti i 170.000 passeggeri. Anche in questo caso la Provincia dovrà cessare i finanziamenti (lo prevede la legge) e dunque anche Kompatscher ha bisogno di un piano B, di una via d’uscita. Che è appunto quella del declassamento.

Quinto, infine, io prevedo questo: che se faranno la gara, questa andrà deserta. Non credo ci sia un privato che voglia prendersi un aeroporto che non funziona, per di più già bocciato da un referendum popolare. E se la gara andrà deserta, allora la declassificazione sarà obbligatoria.

 

NUMERO VOLI E IMPATTO AMBIENTALE.

Qui un po’ sono deluso. Come si fa a dire ancora che saranno 4-5?

Chiariamo: loro dicono che i 4-5 voli al giorno basteranno per raggiungere 170.000 passeggeri, ma questi sono solo la condizione minima (entro il 2021) per continuare il finanziamento pubblico. Attenzione, però: questo non vuol dire il raggiungimento della parità di bilancio!

Basta leggere il „piano di sviluppo”: l’anno in cui secondo le proiezioni questo numero minimo (170.000) è raggiunto è il 2018, ma nel conto economico dello stesso „piano” per questo anno si prevedono perdite di esercizio tra 6 e 7 milioni. Il pareggio (che è l’obbiettivo del „piano) è previsto solo nel 2035 con 540.000 passeggeri e 44 voli/giorno di punta di grandi aerei, tra cui 24 grandi turboelica e 20 jet. È tutto scritto nei documenti ufficiali, basta leggere.

Sui voli, il loro numero e il loro impatto ambientale, si è espressa chiaramente l’Agenzia per l’Ambiente.

In sintesi, questi sono i dati nel parere dell’Agenzia:

Voli: da 40 a 50 al giorno.

Rumore: aumento tra gli 8 i i 10 decibel in media (il rumore percepito per singolo decollo e atterraggio è molto più alto).

Emissioni: aumento dal 150% al 400%.

L’Agenzia per l’Ambiante è un ufficio della Provincia, dunque non certo di parte, tanto mento di parte contraria all’aeroporto. Hanno fatto i conti e questo è il risultato di un „aeroporto funzionante” secondo il piano di sviluppo.

Il parere dell’Agenzia è scaricabile qui: http://www.provinz.bz.it/service/resdownload.aspx?source=VIA-UVP&ID=2FCDE333EE1194A2E050007F01005C46

 

Riccardo Dello Sbarba – 27.04.2016

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La proposta è quella di intitolare il parco chiamato oggi “Odar” a Don Luigi Simoni. Tempo fa per riconoscerne  il merito di aver inciso nella storia della comunità di Laives, gli era stata intitolata la passeggiata “Landgraben” (che potrebbe riprendere il proprio toponimo). Ora possiamo riportare Don Luigi a “casa sua”, in quel luogo che lui per primo aveva trasformato da campo di patate in spazio aperto per il gioco con l’aiuto di tanti ragazzi di allora, ora 70/80enni.

Il parco è quasi pronto, decisamente più bello di quanto c’era fino a poco fa, grazie alla collaborazione degli uomini della Ripartizione foreste della Provincia. Non possiamo però esprimere la nostra soddisfazione per un’opera che secondo noi non risponde a pieno ai desideri e ai bisogni di Laives e di chi l’ha assiduamente frequentata fino ad oggi.

Serviva uno spazio verde, un prato dove potersi muovere, un “vuoto” da riempire con la propria corsa e creatività, dove poter giocare, dove mettendo due maglie per terra continuare a poter fare una partita di pallone, dove i tantissimi ragazzi che frequentano il Grest, potessero ancora organizzare grandi giochi.

È stato realizzato qualcosa più bello da vedere che da usare. Un giardino da guardare più che da usare. Mancano spazi ampi dove far giocare quella ventina di giovani che si trovavano quotidianamente in uno dei pochi grandi spazi liberi della città. Abbiamo insistito nei tanti incontri e confronti con i colleghi in Giunta, così come nello scambio di opinioni con gli esperti. Poi chi è competente ha indirizzato la realizzazione in altro modo. Torna un tema tra chi crede nell’immagine e chi nella sostanza.

Il dispiacere nasce anche dal fatto che erano stati Verdi, fides e Civica per Pineta a richiedere un investimento per questo luogo e ne avevano fatto la loro priorità in un bilancio approvato qualche anno fa.

Dario Volani (fides) Giorgio Zanvettor (Verdi)

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