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Posts Tagged ‘Liliana di Fede’

punto di domanda

Il gruppo VERDI-GRÜNE-VËRC si é trovato ieri per un’analisi politica del recente voto di ballottaggio e per valutare i possibili futuri scenari . La valutazione politica degli avvenimenti delle ultime ore ha interessato non solo la nostra città, ma anche gli esiti dei ballottaggi a Merano e Bolzano. L’analisi può, per certi aspetti, essere comune, perché comuni sono alcune dinamiche e scenari.

A Merano con la grande, storica vittoria di Paul Rösch gli ecosociali hanno fatto un importante salto di qualitá, per la prima volta avranno l’opportunità, non solo di contribuire al governo del territorio, ma di sedere direttamente in cabina di regia di una delle più grandi cittá del sudtirolo.

A Bolzano e Laives, anche se con modalitá diverse, ma con gli stessi effetti, Spagnolli e di Fede hanno praticamente estromesso gli ecosociali dal governo e questo, dopo 5 anni di proficua e soprattutto leale collaborazione. Oggi è chiaro a tutti la portata di tale errore strategico, insieme agli ecosociali Spagnolli governerebbe già dal primo turno, mentre a Laives Liliana di Fede non avrebbe vissuto sulla propria pelle l’incredibile terremoto politico di questi giorni. La sindaca di Fede ed il PD di Laives, peraltro, non sembrano ancora riconoscere questo loro errore,  continuano ad accusare l’SVP per la mancata indicazione di voto al ballottaggio. Non sembrano ancora rendersi contro che la sconfitta ha cominciato a maturare molto prima, con il netto rifiuto alle primarie di coalizione che Verdi e Fides avevano proposto. A Laives ha naturalmente poi contribuito, e non poco, il clima esasperato provocato dalla linea aggressiva che il PD ha adottato in campagna elettorale, cosí che che una parte del voto di domenica al ballottaggio può certamente essere letto come voto di protesta.

A Laives, come nelle altre città, nessuno dei sindaci designati può ancora sapere se sarà possibile ottenere una maggioranza che permetta loro di governare con tranquillitá per il prossimo quinquennio. In nessuna delle tre cittá infatti i sindaci designati e le liste collegate dispongono di numeri sufficienti e dovranno quindi evidentemente cercare di allargare ad altre forze.

A Laives Christian Bianchi, dovrá rivolgersi non solo all’SVP, ma anche ad altre forze politiche.  Servono oltre ai seggi di SVP (5) almeno altri 2 seggi. I contatti del candidato sindaco proseguiranno  frenetici nei prossimi giorni ed interesseranno anche la nostra coalizione. Valuteremo successivamente a tali incontri i temi e proposte politiche del nuovo sindaco, ma già adesso non possiamo non rilevare che tra le fila dei sostenitori di Bianchi vi sia la Lega, una formazione politica che si muove su posizioni incompatibili con le nostre.

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Bilancia

In un articolo sul quotidiano Alto Adige di oggi, Liliana di Fede accusa gli attuali partner di Giunta Verdi e fides di percorrere la strada del personalismo, citiamo testualmente:  “Per il momento sono loro ad aver scelto la strada del personalismo e la divisione non sarà premiata dagli elettori.  A mio avviso ci sarebbe bisogno di concordia e di unità nell’interesse dei cittadini.”

Facciamo rispettosamente notare che :

1. Chiedere espressamente a Liliana di Fede di organizzare delle primarie di coalizione è a nostro avviso tutt’altro che percorrere la strada del personalismo. Questa strada è  al contrario stata imboccata decisamente dal PD e dalla sindaca nel momento in cui hanno rifiutato le primarie di coalizione, con il timore che la sindaca ne uscisse indebolita politicamente.

2. Un altro importante partner di coalizione l’SVP, ha percorso strada identica a quella dei Verdi e fides (proprie primarie) peraltro senza nemmeno cercare di coinvolgere la sindaca come invece abbiamo fatto correttamente noi. È certamente sintomatico che al contrario di ciò che avviene per i Verdi e fides, nessun commento critico della sindaca giunga nei confronti dell’SVP, la sindaca adotta due pesi e due misure, non si esprime, non parla di personalismi, se ne guarda bene, ed anche questo è un segnale della propria debolezza politica.

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