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Posts Tagged ‘Dachverbandes für Natur-und Umweltschutz’

Pubblicato il parere del comitato ambientale sull’aeroporto: gli argomenti delle lobby vengono smentiti clamorosamente. Da 40 a 50 movimenti aerei al giorno, un aumento del livello sonoro fino a 10 dB(A) ed un aumento delle emissioni inquinanti paria 150 e 400%. Il parere del comitato ambientale della Provincia smentisce clamorosamente quanto dichiarato dall’ABD e dalle lobby dei favorevoli. Chi volesse farsi un quadro obiettivo trova ora qui il succitato parere
 
40 bis 50 Flugbewegungen täglich, ein Anstieg des Grundlärmpegels um bis zu zehn Dezibel und eine Emissionsbelastung, die um 150 bis 400 Prozent steigt: Das Gutachten des UVP-Beirates des Landes führt etliche Behauptungen der Flughafen-Befürworter ad absurdum. Wer sich ein objektives Bild machen will, findet das Gutachten nun im Südtiroler Bürgernetz.
Als Gegner eines Ausbaus des Bozner Flughafens werfen uns die Flughafen-Befürworter immer wieder vor, falsche Informationen zu verbreiten. Dabei sind es die Argumente der Befürworter – allen voran der Landesregierung – die durch das Gutachten ihres eigenen UVP-Beirates widerlegt werden – und zwar Stück für Stück.
So gehen die Umweltexperten nicht etwa von einer „vernachlässigbaren“ Emissionsbelastung im Einzugsbereich des Flughafens aus, wie dies immer von der Flughafen-Lobby behauptet wird, sondern sehen eine echte Gefahr für Mensch und Umwelt. Die Schadstoffbelastung, so der Beirat in seinem Gutachten, steige um 150 bis 400 Prozent. Beeindruckende, vor allem aber beunruhigende Zahlen für all jene, denen die eigene Gesundheit und das Wohlergehen ihrer Kinder lieb sind.
Selbiges gilt für die Lärmentwicklung, deren Grundpegel in den Gebäuden in der Einflugschneise um bis zu zehn Dezibel ansteigen wird. Dies entspricht einer Verdoppelung des gefühlten Lärms und einer enormen Beeinträchtigung der Lebensqualität bzw. der Qualität der Arbeitsplätze im Einzugsgebiet des Flughafens.
Ähnlich ad absurdum geführt werden die beschwichtigenden Angaben der Flughafen-Befürworter zu den Flugbewegungen. So werden landauf, landab durchschnittlich fünf Flüge (also zehn Flugbewegungen) täglich kommuniziert, der UVP-Beirat geht allerdings – gestützt auf das landeseigene Flughafen-Konzept – im Endausbau von 40 bis 50 Flugbewegungen täglich aus. In Spitzenzeiten wird demnach – gewinnt das Ja beim Referendum am 12. Juni – alle paar Minuten ein Verkehrsflugzeug über die Köpfe der Bozner, Unterlandler und Überetscher hinwegdröhnen.
Wer demnach die Experten- der Lobbymeinung vorzieht, kann sich das Gutachten des UVP-Beirats zum Ausbau des Bozner Flughafens aus dem Südtiroler Bürgernetz herunterladen.

 

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A volte ritornano…chi sperava che dopo vari tentativi, anche nel nostro territorio, gli “appetiti” di realizzazione di una centrale a pompaggio, fossero definitivamente abbandonati deve, purtroppo, ricredersi. Di seguito (la traduzione) un articolo a firma di Maria Pichler apparso su “Die Weinstrasse”  n.4  di Aprile 2013 che ci racconta di un nuovo tentativo nei vicini Comuni di Bronzolo ed Aldino.

Inoltre sul quotidiano Dolomiten del 5.4.2013 si apprende che i colloqui per lo sviluppo del progetto procedono. Artigiani ed imprenditori di Bronzolo si sono trovati con il gruppo di progettazione ITERS. Concretamente si é parlato di coinvolgere l’imprenditoria locale nella mega opera che avrá tempi di realizzazione di ca. 30 mesi. Si parla di incarichi diretti alle imprese locali, costituite eventualmente in consorzio. Gli altri temi affrontati legati al progetto sono stati i possibili effetti sulle sorgenti,  gli scavi ed il trasporto dei relativi materiali, l’allacciamento alla rete, i temi legati ai finanziamenti, la sicurezza in generale, ecc. 

Rimaniamo in attesa di sviluppi, sperando che le forti voci contrarie a tali progetti che si sono alzate a Renon, Laives e Nova Ponente, non si facciano aspettare anche ad Aldino e Bronzolo.

Maria Pichler “Die Weinstrasse”  n.4  di Aprile 2013

Negli anni scorsi imprenditori privati hanno, a più riprese, proposto la costruzione di una centrale a pompaggio in Alto Adige, ora è la volta del bolzanino Andrea Repetto che ne propone una sotterranea tra Aldino e Bronzolo

“È una buona idea”, dice Andrea Repetto parlando della realizzazione di una centrale a pompaggio sotterranea, tra Aldino e Bronzolo. “Per la produzione d’energia pulita si tratterebbe di un passo importante, ottenere energia da fonti rinnovabili.”

Lavoriamo insieme all’idea

Andrea Repetto ha proposto ai due comuni di collaborare “Non esiste ancora un progetto vero e proprio” dice l’imprenditore. Questo sará predisposto con le amministrazioni pubbliche, coinvolgendo le popolazioni “in assoluta trasparenza, serietá e coerenza.”

L’alto Adige come batteria per l’Europa?

Per il portavoce del Dachverband per la protezione di natura ed ambiente, bisogna porsi la domanda fondamentale se l’Alto Adige voglia o meno, svolgere la funzione di “batteria d’Europa”. Secondo Riedl, abbiamo giá fatto il nostro dovere, “nel settore energetico la nostra Provincia produce giá due volte il proprio fabbisogno”. “Sarebbe meglio ora occuparsi di mobilitá e riscaldamento”, in questo momento infatti importiamo grandi quantitá di gasolio per trazione e riscaldamento.“

In ogni caso, secondo Riedl, pur non conoscendo il progetto di Repetto, il nostro territorio si presta, dal punto di vista orografico, alla realizzazione di una centrale a pompaggio. “Il territorio tra Aldino e Bronzolo è adatto” questi gli argomenti dell’imprenditore, un salto di quota di ca. 800 m, le caratteristiche geologiche della roccia, ma anche l’ubicazione della struttura individuata su terreni pubblici, lontani dagli insediamenti abitativi.

Scetticismo verso gli imprenditori privati

“Non siamo fondamentalmente contrari alle centrale a pompaggio, sempre che queste siano realizzate utilizzando strutture giá esistenti e senza pregiudicare il bilancio idrico dei fiumi”, rileva Riedl, “il riempimento iniziale ed unico del bacino è vantaggioso poiché non prevede una sottrazione continua d’acqua dai torrenti, ma ci si deve in ogni caso porre la domanda della provenienza dell’energia necessaria al funzionamento della centrale a pompaggio. Proviene dalle centrali eoliche del nordeuropeo o dalle centrali atomiche francesi?” Questo dipende solo dal gestore. “In ogni caso il mio scetticismo cresce, se consideriamo che i progetti di centrale a pompaggio, di cui fino ad ora si é parlato in Alto Adige, sono stati proposti esclusivamente da imprenditori privati, mentre i gestori delle nostre grandi centrali non si sono ancora fatti parte attiva”. In Val d’Ultimo la centrale esistente con un investimento di ca. 50-70 milioni di Euro potrebbe essere utilizzata coma centrale a pompaggio.

Investimenti per 500 milioni di Euro

La centrale a pompaggio tra Aldino e Bronzolo costerá secondo Andrea Repetto tra i 450 ed i 500 milioni di Euro. Investitori europei hanno giá dichiarato interesse al progetto, mentre tutta la parte finanziaria economica dell’operazione è seguita dagli studi di consulenza internazionale KPMG e PROTOS. Secondo il progettista è importante che le banche, artigiani ed imprese locali, cosí come l’universitá di Bolzano, siano coinvolti nel progetto.

Non senza l’OK della popolazione

L’opera in sé, secondo Andrea Repetto, non costituisce niente di straordinario, a parte le dimensioni della stessa (800.000 mc per ogni bacino di raccolta) “non c’è niente da nascondere, le problematiche devono essere risolte insieme.” Tra queste l’allontanamento del materiale di scavo o il possibile prosciugamento delle sorgenti. L’imprenditore sottolinea che l’opera sotterranea dopo la realizzazione non sará più visibile dall’esterno. Se amministrazioni e popolazione non dovessero sostenere il progetto o se i rischi, impatti e problemi derivanti dal progetto fossero troppo grandi si rinuncera al progetto, non esistono al momento siti alternativi.

I tentativi fino ad ora falliti

La contrarietá delle popolazioni è stata fino ad oggi il motivo principale che ha portato al fallimento delle precedenti proposte di centrale a pompaggio in Alto Adige “la paura dei disagi durante le fasi di di cantiere e gli impatti sulla natura sono stati i motivi dell’opposizione ai progetti” rileva il Sindaco di Nova Ponente e segretario generale di Aldino: Bernhard Daum. Va detto che nel vicino comune di Nova Ponente un precedente progetto di centrale a pompaggio prevedeva due bacini a cielo aperto nelle immediate vicinanze di masi agricoli.

Auspicabile un confronto obiettivo

Per i Sindaci di Aldino e Bronzolo l’idea è sicuramente interessante “non appena disponibile un progetto concreto, lo presenteremo” dice il sindaco di Bronzolo Benedetto Zito. Per il Sindaco di Aldino Christoph Matzneller, oltre ai vantaggi economici per il Comune, i ritorni positivi per gli abitanti e l’imprenditoria locale è fondamentale chiarire la compatibilitá ambientale del progetto. Per Matzneller è importante che il progetto sia valutato seriamente con l’ausilio di tecnici competenti ed esperti ambientali. Rimane quindi da attendere siano messi sul tavolo fatti e dati concreti per poter valutare pro e contro dell’operazione.

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