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Posts Tagged ‘Tutela degli insiemi/Ensembleschutz’

Anche a Laives, si é recentemente introdotta  la tutela degli insiemi.  Il Consiglio Comunale in occasione dell’ultima seduta ha individuato 13  punti del nostro territorio degni di essere tutelati e valorizzati per la loro importanza socio-culturale.

L’amministrazione comunale – Assessorato alla partecipazione organizza per lunedí 19 marzo alle ore 20.00 presso la sala di consiglio comunale una serata informativa sull’argomento.

Relazioneranno sull’argomento il neo assessore alla partecipazione architetto Giorgio Zanvettor,  ed i tecnici incaricati l’architetto Peter Costantini e l’archeologo Alberto Alberti

Volantino della manifestazione

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La tutela degli insiemi attende da tempo di essere approvata, la zona Gutleben è una delle zone individuate come degne di tutela, ma i proprietari hanno preso in contropiede l’amministrazione, presentando un piano d’attuazione che in data odierna la Commissione Edilizia ha adottato anche se NON sostenibile dal punto di vista sia tecnico-normativo che urbanistico. Esprimo il mio più grande rammarico per questa Amministrazione che non e’ stata in grado di dare un segnale di rispetto, dei luoghi e della memoria storica del proprio territorio.

È imperdonabile che l’amministrazione non sia riuscita ad approvare la tutela degli insiemi prima del citato piano d’attuazione.
Per vergognarci avremo tempo (se questa cosa dovesse andare in porto) ogni volta che passeremo in via Marconi.

Dr. Arch. Adriana Cattaruzza Dorigo
rappresentante delle associazioni ambientaliste in commissione edilizia del Comune di Laives

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Nell’ultimo consiglio comunale é stata approvata all’unanimitá una mozione delle opposizioni che impegna la Giunta  all’approvazione degli insiemi previsti dalla legge urbanistica. L’amministrazione ha in effetti finalmente a disposizione un documento che raccoglie 13 insiemi  e stabilisce gli opportuni interventi di tutela, l’assessore all’urbanistica Zelger si é impegnato a portare, quanto prima tale documento  in consiglio comunale.

L’approvazione unanime di una mozione dell’opposizione non é un avvenimento molto frequente a Laives,  questo solo basta a dare il segno del colpevole ritardo con cui ci si appresta ad affrontare la tematica, la questione si trascina infatti dall’inizio della passata amministrazione. Il termine  (04.2006) fissato dalla legge urbanistica entro il quale tutti  i comuni avrebbero dovuto approvare la tutela degli insiemi é abbondantemente superato, peraltro Laives é in “buona” compagnia avendo ottemperato all’obbligo solo 45  delle 116 amministrazioni totali.

Ecco il testo  di una nota inviata alcuni giorni orsono dal Presidente della Giunta provinciale e dall’assessore Laimer ai comuni (tra cui Laives) che a distanza di 5 anni dalla scadenza del termine fissato dalla legge urbanistica ancora non hanno approvato un piano degli insiemi.

Ma cosa  sono gli insiemi? Gli insiemi non sono elementi singoli, sono costituiti da una combinazione di diversi elementi (insiemi di elementi) che rispecchiano la storia e l’interazione tra uomo e ambiente e che, per la loro specificità, concorrono a caratterizzare l’identità di un luogo o di una regione.

La legge urbanistica provinciale definisce gli insiemi come segue: “Insiemi di elementi (Ensemble), in particolare vedute di strade, piazze e parti edificate, come pure i parchi e giardini con edifici, compresi i singoli elementi di tali impianti costituiti dal verde, da spazi liberi e specchi d’acqua, sono sottoposti nel piano urbanistico a particolare tutela, se il loro mantenimento è dettato da motivi di ordine scientifico, artistico o di cultura locale”. Affinché un insieme possa essere individuato come tale, devono essere presenti almeno due di dieci criteri fissati dalla normativa.

Perché sottoporre insiemi di elementi alla tutela degli insiemi? Il paesaggio, gli insediamenti ed i centri abitati sono in continua rapida, trasformazione con il rischio di un’omologazione e della perdita di eterogeneità.

Il patrimonio culturale è messo particolarmente a rischio dagli interventi umani, tra cui sono da annoverare, ad esempio, le speculazioni edilizie o alcuni interventi sconsiderati di adattamento al turismo di massa, i quali deturpano l’individualità e l’identità specifiche dei luoghi.
Misure per la conservazione e per uno sviluppo creativo dell’assetto urbano sono dunque assolutamente necessarie, pur nel rispetto delle specificità e delle caratteristiche locali.

La tutela degli insiemi rappresenta una strategia di sviluppo territoriale ed urbanistico che può contribuire a prevenire tali rischi. Sono dunque necessari interventi di tutela e di conservazione soprattutto per quegli elementi che nella loro tipicità possono essere considerati come un insieme. Per gli insiemi occorrono dunque interventi mirati, che si fondino sull’integrazione, siano aperti a nuovi sviluppi e contribuiscano a creare o a recuperare luoghi di grande valore.

In che cosa si differenzia la tutela degli insiemi dalla tutela dei monumenti o dalla tutela paesaggistica?

A differenza della tutela dei monumenti e della tutela paesaggistica, (entrambe di competenza provinciale) la tutela degli insiemi è competenza dei Comuni.  Con tale  tutela i Comuni hanno la possibilità ed al tempo stesso anche la responsabilità di porre sotto tutela quei beni che essi ritengono importanti in quanto caratterizzano l’identità di quella data località e di quel particolare paesaggio.

Rispetto alla tutela paesaggistica la tutela degli insiemi si distingue soprattutto per la presenza di manufatti creati dall’uomo. La differenza rispetto alla tutela dei monumenti consiste invece principalmente nel fatto che per la costituzione di un vincolo di tutela monumentale è determinante la presenza di elementi di notevole valore storico e artistico. Ad esempio, nel caso di un edificio, in genere non si conserva solo la facciata, ma anche gli interni e singoli elementi architettonici ivi presenti (ad esempio le volte o le pitture). La tutela degli insiemi si concentra invece solo sull’aspetto esteriore di una costruzione nel suo interagire con il contesto, ma può anche considerare il valore affettivo dei luoghi. Ciò significa che per insiemi s’intendono normalmente diversi costruzioni in relazione tra loro, così come il rapporto tra elementi architettonici ed elementi del paesaggio naturale o coltivato.

Ma vediamo anche quali sono i monumenti naturali (paesaggistici) ed i beni culturali  (edifici) giá sottoposti a tutela nel Comune di Laives

Monumenti naturali

  1. Tre castagni presso il maso Tschuegg. Si tratta di monumenti naturali arborei sul Monte Largo, che risaltano in modo marcato nel paesaggio con dimensioni eccezionali.
  2. L’acero americano di fronte alla parrocchia di Laives (Sissibaum – piantato in onore della principessa d’Austria ) che presenta dimensioni particolari per questa pianta.
  3. La prima parte della gola di Vallarsa. Si trova sul territorio comunale di Laives e rappresenta un monumento naturale geologico. Si tratta di una gola di porfido, in cui vicino alle pareti rocciose si trovano in parte anche estese falde detritiche. Queste fiancate inaccessibili e ostili, nella loro intattezza, rappresentano preziosi habitat naturali, anche se in gran parte si tratta di zone rocciose. Alti affioramenti di detriti morenici verticali che sono visibili da lontano e sono resti di una passata glaciazione rappresentano l’inizio della gola. Nella zona di tutela prevista si trova anche l‘antica cappella romanica di S. Pietro costruita circa nel 1200. Nei dintorni di questa cappella si sono mantenute fino ad oggi le rovine del castello Lichtenstein, il cui nome probabilmente è da ricondurre alle pareti chiare degli affioramenti morenici. Da questa cappella si può gustare un bellissimo panorama sulla Val d’Adige, che si trova in basso. Un punto panoramico simile si trova anche sulla parte opposta, all‘ uscita della Vallarsa. Infine in questo ambito troviamo ancora alcune vie lastricate ben conservate che rappresentano un‘ulteriore rivalutazione della zona.

Biotopi

  1. Biotopo confluenza Isarco-Adige. Viene tutelata come biotopo la zona fluviale alla confluenza Isarco-Adige. La maggior parte di questi boschi ripariali si trova nel territorio comunale di Bolzano, ma la parte più a sud della lingua di terra fra i due fiumi Adige e Isarco si trova invece sul territorio comunale di Laives. Queste zone, assieme al bosco ripariale, rappresentano un habitat unico per uccelli acquatici, palustri e per i rapaci. Vi si trovano rarità come la cicogna bianca, l’albanella reale, il codone, la moretta, il piviere, il martin pescatore e il chiò-chiò; inoltre compaiono il corriere piccolo, il piro piro e altri uccelli acquatici.
  2. Biotopo Galizia. Un tempo a Galizia esistevano ampie paludi. Oggi l’intera zona è stata bonificata e delle aree umide non è rimasto nulla. Nelle ex zone umide sono anche stati depositati rifiuti. Oggi, solo la notevole presenza di torba ricorda le paludi. L‘ultima rielaborazione del piano urbanistico comunale di Laives, per Galizia, prevede anche un frutteto da riservare a biotopo. Con questa iniziativa urbanistica il Comune ha espresso la chiara volontà di reintrodurre una porzione di natura nel fondovalle fortemente antropizzato e impoverito dal punto di vista ecologico, attraverso il ripristino naturale e la trasformazione di un‘area sfruttata intensivamente in una zona umida.

 Beni culturali

  1. ALBERGO GROSSHAUS
  2. ALBERGO ZUR PFLEG
  3. BURGER CON EDICOLA 
  4. LIECHTENSTEIN
  5. MULINO KÖHL
  6. PARROCCHIALE DEL BEATO ENRICO DI BOLZANO A COSTA
  7. PARROCCHIALE DI SANT’ANTONIO ABATE E SAN NICOLÒ A LAIVES
  8. RENNERHOF
  9. SAN GIACOMO
  10. SAN PIETRO IN MONTE (PETERKÖFELE)
  11. STALLERHOF
  12. TORRE TINZLLEITEN
  13. VIA D.CHIESA 18-20

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In questi giorni si é riunito il “gruppo di lavoro PUC”, un gruppo di lavoro interno alla maggioranza che ha il compito di consulenza e sostegno al team di “Veneto Progetti ” che si é aggiudicato la gara per la rielaborazione del nostro strumento urbanistico (PUC) giunto alla sua scadenza decennale. Ogni gruppo politico ha indicato un proprio rappresentante nel gruppo di lavoro PUC ed ha prodotto un documento politico di indirizzo.

Di seguito alcuni significativi estratti del documento verde:

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