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Archive for the ‘Ambiente/Umwelt’ Category

Il 2/5/19 la Comunità della Bassa Atesina (18 comuni) ha approvato il documento “07012/A1/0500 Ampliamento aeroporto Bolzano, Presa di posizione”, in cui chiede alla Giunta provinciale:

  1. che il Masterplan ABD del 2013, compreso il prolungamento della pista, venga archiviato;
  2. che venga stabilito con legge il futuro dell’aeroporto di Bolzano;
  3. che vengano creati i presupposti per il trasferimento dell’intera area nel dominio provinciale;
  4. che fino ad allora sia sospesa la cessione ai privati delle quote ABD della Provincia.

Noi Verdi abbiamo già presentato il 16 gennaio scorso il Disegno di Legge n. 6/19 partendo dalla stessa esigenza di regolare con legge il futuro dell’aeroporto, rispettando il referendum del 2016, e quindi condividiamo le richieste della Comunità della Bassa Atesina.

Si chiede pertanto:

  1. Che cosa intende fare la Giunta provinciale su ognuna delle 4 richieste citate?
  2. In particolare, a proposito della 4° richiesta, ritiene la Giunta provinciale di rinviare la cessione delle proprie quote in ABD a quando verranno soddisfatte le condizioni richieste ai punti 1, 2 e 3, e in caso lo ritenga, di quanto tempo si prevede il rinvio?
  3. Diversamente, se non ritiene di farlo, se ne chiede i motivi.

Bolzano, 06.05.2019

Cons. prov. Riccardo Dello Sbarba, Brigitte Foppa, Hanspeter Staffler

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Negli anni 80 si prese coscienza delle conseguenze dell’effetto serra e del riscaldamento climatico. Lo shock provocato da questo dato di fatto si diffuse presto in tutto il mondo, ma altrettanto velocemente vi calò sopra il silenzio. Per molti anni successivi venne relegato a tema di cui si occupavano solo studiosi e tecnici i quali mostravano le conseguenze inarrestabili del fenomeno ormai chiamato “cambiamento climatico”. Si sapeva delle rovinose conseguenze delle emissioni di CO2 e del metano nei processi di combustione e di elaborazione – e con successo si riuscì a rimuovere questa presa di consapevolezza. In lunghi convegni internazionali, spesso improduttivi e apparentemente senza soluzioni, si facevano solo piccoli passi avanti. Era difficile smuovere l’opinione pubblica.

Da alcuni mesi la tutela del clima ha mostrato una dimensione completamente nuova: giovani donne e giovani uomini sono diventati protagonisti e i suoi principali alleati. Il movimento che ha seguito Greta Thunberg è riuscito finalmente a portare il clima da un livello aridamente tecnico-specialistico al centro del dibattito politico e sociale. A pieno diritto i/le giovani chiedono risposte alla domanda su come sarà il loro futuro, con quali limiti e minacce dovranno convivere se non si fa nulla per arginare il riscaldamento del pianeta. Per questo messaggio, o meglio per questo rimprovero, siamo grati alla generazione Fridays-for-future.

Noi del Gruppo Verde lavoriamo da molti anni per dare un contributo a livello locale alla protezione del clima. In questa nuova legislatura ci concentreremo in special modo su queste proposte a cui abbiamo dato il titolo di lavoro “triangolo climatico”. Con questo termine indichiamo i tre grandi ambiti della casa, del cibo e della mobilità che hanno una grande responsabilità sul cambiamento climatico– e in una formulazione più positiva, sulla protezione del clima.

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Questi tre settori chiave nascondono un grande potenziale per la tutela del clima. Perciò nei prossimi anni continueremo a portare in consiglio provinciale delle proposte che, a livello legislativo e amministrativo, possano contribuire a migliorare il clima e così anche la nostra vita.

La casa

A seconda della scelta del luogo di residenza (con conseguente creazione di traffico), della superficie abitativa (consumo di energia e di riscaldamento), così come della modalità di costruzione (case monofamiliari, case a schiera o appartamento in condominio) le abitazioni private svolgono un ruolo importante sulle emissioni di CO2. Secondo uno studio svizzero la scelta del luogo e della superficie pro persona sono tra i fattori più importanti per l’impatto delle singole per persone sull’ambiente.  (Bundesamt für Umwelt 2006: Umweltbewusster Konsum. Schlüssel-entscheide, Akteure und Konsummodelle, Bern (Schweiz).

Le abitazioni producono ca. il 36% di tutte le emissioni di CO2 e contribuiscono in modo consistente al riscaldamento globale e quindi al cambiamento climatico. L’Alto Adige si è attivato già nel 2002 con la fondazione dell’Agenzia CasaClima, grazie alla quale si sono potute inserire con successo delle modalità edilizie efficienti dal punto di vista energetico. Ultimamente è stato introdotto anche il label CasaClima Nature, il quale, oltre all’efficienza energetica, valuta anche la qualità dei materiali usati per la costruzione e per la coibentazione. Questo ambito al momento sembra essere un po’ addormentato e vista la situazione climatica va risvegliato e potenziato al più presto.

Più del 90% dei materiali usati per la coibentazione delle pareti esterne di edifici nuovi in Sudtirolo sono al momento derivati del petrolio o di lana minerale. Entrambe le tipologie hanno un bilancio ecologico molto negativo. Per la loro produzione c’è bisogno di una grande quantità di energia, mentre per il loro smaltimento si tratta di rifiuti speciali.

La nostra proposta in questa settimana di Consiglio: sostenere costruzioni e coibentazioni di paglia.

Nella nostra proposta chiediamo che questo materiale di costruzione innovativo e sostenibile venga fatto conoscere meglio in Sudtirolo. A tal fine deve essere migliorato il know-how della paglia come materiale edile di coibentazione e deve essere ampliata l’attività di ricerca e di sensibilizzazione. Con la nostra proposta vogliamo dare il via al CasaClima 2.0. La paglia come materiale edile dimostra il miglior bilancio ecologico di tutti i materiali, seguito dalle fibre di sughero e da quelle di legno. È tempo di forzare l’uso di materiali naturali come la paglia e di puntare al 50% di uso di materiali sostenibili in edilizia entro il 2030. Oltre alla tutela del clima questi materiali hanno un altro vantaggio non da poco: le persone che vivono in case di paglia ne sono semplicemente entusiasti!

La mobilità

Il traffico finisce nel mirino delle critiche soprattutto a causa del suo impatto sulla qualità dell’aria e sulla salute. Responsabili ne sono soprattutto gli NOx e altre sostanze nocive provocate dal traffico automobilistico. Il traffico automobilistico e ancor più quello aereo sono però tra i principali responsabili del riscaldamento terrestre. La mobilità emette quasi un quarto dei gas serra nocivi per il clima.

La nostra proposta in questa settimana di ConsiglioNo alla Valdastico

Dopo anni di opposizione congiunta delle province di Trento e Bolzano, la nuova giunta leghista del Trentino ha detto sì al prolungamento della autostrada A 31 della Valdastico (la famigerata Pi-Ru-Bi) con innesto nell’Autobrennero a Rovereto sud. Anche il governo Lega-M5S ha dato parere positivo. Tale opera creerebbe un nuovo corridoio per traffico leggero e pesante dal nord est italiano super industrializzato verso nord attraverso il Brennero lungo un asse già congestionato, con un pesante aggravamento dell’inquinamento e della minaccia alla salute delle popolazioni residenti, soprattutto in provincia di Bolzano. Ricordiamo che la stessa Convenzione delle Alpi vieta la costruzione di nuove autostrade attraverso l’arco alpino e che quest’opera contraddice totalmente la politica altoatesina di trasferimento del traffico dalla strada alla rotaia!

Per questo la nostra mozione propone che il Consiglio provinciale ribadisca il suo no a quest’opera sciagurata e impegna la giunta provinciale a mobilitarsi in ogni sede, sia verso Roma che verso Trento che all’interno del consiglio di amministrazione di Autobrennero, per impedirne la realizzazione, istituendo anche un tavolo permanente tra Provincia e Sindaci dei comuni altoatesini che si trovano lungo l’asse dell’A 22 per studiare le azioni più efficaci.

Il cibo

Come si sa alimentazione e produzione di generi alimentari sono uno dei grandi ambiti d’azione per la tutela del clima. Accanto alla produzione, anche gli imballaggi e la necessità di risorse per trasporto e preparazione concorrono a far diventare questo ambito una delle principali cause (con il 25%) dell’impronta ecologica media dell’Alto Adige.

Il tipo e le modalità di coltivazione agricola fanno la differenza: uso di macchine, concimazione, uso di erbicidi e pesticidi comportano un grande uso di energia, così come la produzione industriale. L’agricoltura biologica può offrire delle condizioni migliori.

Nel frattempo si è fatto spazio nelle coscienze il fatto che anche il nostro consumo di carne ha degli effetti notevoli sul surriscaldamento globale.

Il trasporto di generi alimentari in tutto il mondo con navi e aerei cargo fa sì che ognuno di noi, con la scelta su quale cibo acquistare e mangiare, può fare molto per proteggere il clima. A ragione lo urlano spesso i nostri e le nostre giovani nelle manifestazioni a favore del clima.

La nostra proposta in questa settimana di Consiglio: un premio per una pianificazione comunale favorevole agli insetti utili

Api e altri insetti sono di vitale importanza per la produzione di generi alimentari. Ogni terzo cucchiaio di cibo che mangiamo si basa sull’impollinazione delle api. L’80% della frutta e della verdura che ci troviamo nel piatto viene da piante dipendenti dall’impollinazione da parte delle api. Nonostante l’insostituibilità degli insetti, si sa che il 45% delle specie di insetti in Europa sta diminuendo o è addirittura a rischio.

Per fare qualcosa contro questa tendenza chiediamo alla Giunta provinciale di seguire l’esempio del Baden-Württemberg e di lanciare un premio per una pianificazione comunale a favore degli insetti utili. In questo modo verrebbero premiati quei comuni che si impegnano per la biodiversità, per la natura e per la produzione regionale.

Anche questo è un contributo per un clima migliore!

Cons. prov. Brigitte Foppa, Riccardo Dello Sbarba, Hanspeter Staffler

 

Ein „Dreieck“ für den Klimaschutz. Lokale Antworten auf eine globale Frage

Nachdem die Erkenntnis von Treibhauseffekt und Erderwärmung als unwiderrufbare Tatsache in den 80er Jahren einen weltweiten Schock ausgelöst hatte, wurde es bald still um den Klimaschutz. Lange Jahre als Außenseiterthema abgedrängt, beschäftigten sich insbesondere WissenschaftlerInnen und TechnikerInnen mit dem Aufzeigen der Folgen des nunmehr „Klimawandel“ genannten Phänomens. Man wusste um die verheerenden Folgen des CO2- und Methan-Ausstoßes in Verbrennungs- und Verdauungsprozessen – und erfolgreich wurde dieses Bewusstsein verdrängt. In langatmigen und meist unergiebigen internationalen Konferenzen kam man nur kleine Schritte voran. Die Öffentlichkeit ließ sich nur schwer aufrütteln.

Seit wenigen Monaten hat der Klimaschutz nun eine ganz neue Dimension erhalten. Junge Menschen sind zu seinen ProtagonistInnen und VerteidigerInnen geworden. Die Bewegung, die Greta Thunberg gefolgt ist, hat es geschafft, den Klimadiskurs von der Ebene der Spezialisten ins Zentrum der politischen und gesellschaftlichen Debatte zu holen. Mit vollem Recht verlangen junge Erwachsene Aufmerksamkeit für die Frage, wie sich ihre Zukunft gestalten wird, mit welchen Einschränkungen und Gefährdungen sie werden leben müssen, wenn der Erderwärmung kein Einhalt geboten wird. Für diese Botschaft, besser: dieses Gebot sind wir der Fridays-for-future-Generation dankbar.

Als Grüne Fraktion arbeiten wir seit vielen Jahren für den lokalen Beitrag zum Klimaschutz. In dieser Legislaturperiode werden wir uns insbesondere mit jenen Dingen befassen, denen wir den Arbeitstitel „Klimadreieck“ verliehen haben. Wir meinen damit den großen Anteil, den die 3 Bereiche Wohnen-Ernährung-Mobilität an der Klimabelastung haben – und damit in positiver Formulierung auch am Klimaschutz.

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Diese drei Schlüsselsektoren bergen großes Potential für den Klimaschutz. Wir werden daher in den kommenden Jahren immer wieder Vorschläge im Landtag einbringen, die auf der Ebene unserer Landesgesetzgebung und -verwaltung zur Verbesserung des Klimas beitragen können.

 

Wohnen

Durch die Wahl des Wohnortes und den damit verursachten Verkehrsaufwand, der Wohnfläche (Heiz- und Stromverbrauch), sowie der Bauweise (alleinstehendes Einfamilienhaus versus Reihenhaus oder Wohnung in Mehrfamilienhaus) haben private Haushalte einen erheblichen Einfluss auf den CO2-Ausstoß. Gemäß einer Schweizer Studie zählen die Wahl des Wohnstandortes und der Wohnfläche pro Person zu den wichtigsten Faktoren für die Auswirkungen des Einzelnen auf die Umwelt. Bundesamt für Umwelt 2006: Umweltbewusster Konsum. Schlüssel-entscheide, Akteure und Konsummodelle, Bern (Schweiz).

Gebäude produzieren rund 36% aller CO2-Emissonen und tragen somit sehr stark zur Erderwärmung und in weiterer Folge zum Klimawandel bei. Südtirol ist bereits im Jahr 2002 mit der Gründung der KlimaHaus Agentur aktiv geworden, welche vor allem energieeffizientes Bauen mit Erfolg einführen konnte.

In letzter Zeit kam das Label KlimaHaus Nature hinzu, welches zusätzlich zur Energieeffizienz beim Bauen auch eine ökologische Bewertung der eingesetzten Bau- und Dämmstoffe vornimmt. Dieser Bereich soll angesichts der angespannten Klimasituation stark unterstützt und rasch ausgebaut werden.

Über 90% der verwendeten Dämmstoffe für Außenwände bei Neubauten sind heutzutage in Südtirol Erdölderivate oder Mineralwolle, die eine äußerst negative Ökobilanz aufweisen. Bei deren Produktion ist ein hoher Energieaufwand nötig, bei der Entsorgung handelt es sich um Sondermüll.

Unser Beispiel in dieser Landtagswoche: Bauen und Dämmen mit Strohbauweise unterstützen.

In unserem Beschlussantrag fordern wir, dass diese innovative und nachhaltige Bauweise künftig auch in Südtirol bekannter wird. Dafür soll das Knowhow zu Stroh als Bau- und Dämmmaterial verbessert werden, Forschung und Sensibilisierung dazu soll erweitert werden. Mit unserem Vorschlag, das Bauen und Dämmen mit Stroh zu forcieren, möchten wir die “KlimaHaus 2.0”-Periode einläuten. Das Baumaterial Stroh weist bei weitem die beste Ökobilanz aller Bau- und Dämmstoffe auf, gefolgt von Kork- und Holzfaserprodukten.

Es ist höchste Zeit, Bauen und Dämmen mit Stroh und anderen Naturprodukten massiv zu forcieren, um den Anteil nachwachsender Bau- und Dämmstoffe bis 2030 auf über 50% zu heben. Zu den klimatischen Vorteilen kommt bei dieser Art des Isolierens noch ein weiterer Vorteil hinzu: Menschen, die in Strohhäusern leben, schwärmen von deren Behaglichkeit!

Mobilität

Der Verkehr ist meist wegen seiner Auswirkung auf die Luftqualität und Gesundheit in der Kritik. Dafür sind vor allem die Stickoxide und andere Schadstoffe aus dem Autoverkehr verantwortlich. Daneben ist der Auto- und noch sehr viel mehr der Flugverkehr einer der größten Verantwortlichen für die Erderwärmung. Mobilität schlägt mit ca. ¼ aller Klimagase besonders stark zu Buche.

Unser Beispiel in dieser Landtagswoche: Valdastico.

Der jahrelangen gemeinsamen Oppositionsarbeit der beiden Provinzen Bozen und Trient zum Trotz hat sich die neue Lega-Regierung im Trentino für eine Verlängerung der A31 in Richtung Norden (auch bekannt unter dem Namen PiRuBi, ein Kürzel für jene drei Politiker, welche die Schnellstraße ursprünglich aus der Taufe hoben) mit Anschluss an die Brennerautobahn bei Rovereto Süd entschlossen. Auch die Regierung in Rom, bestehend aus Lega und M5S hat ihren Segen hierfür erteilt. Der Bau dieser Autobahn würde einen neuen Korridor für Leicht- und Schwerverkehr vom hochindustrialisierten Nord-Ost-Italien Richtung Norden über die bereits heute stark überlastete Brennerroute schaffen. Unweigerlich würde das zu einer Verschlechterung der Luftverschmutzung und somit zu einer Bedrohung für die Gesundheit der ansässigen Bevölkerung führen, vor allem in der Provinz Bozen.

Erinnern wir uns zum Beispiel daran, dass die Alpenkonvention den Verzicht auf den Bau neuer hochrangiger alpenquerender Straßen vorsieht und dass dieses Vorhaben der Politik Südtirols, den Verkehr auf die Schiene zu verlegen, im Kern widerspricht!

Mit unserem Beschlussantrag möchten wir erreichen, dass der Landtag sein Nein zu dieser unglückseligen Valdastico-Autobahn bestätigt und die Landesregierung dazu auffordert, alle Hebel in Bewegung zu setzen – von Rom über Trient bis hin zum Verwaltungsrat der Brennerautobahn – um die Realisierung dieser Schnellstraße zu verhindern. Hierfür soll auch ein ständiger Arbeitstisch zwischen dem Land und den BürgermeisterInnen entlang der Brennerstrecke errichtet werden, um über wirksame Maßnahmen gegen das Projekt zu beraten.

Ernährung

Ernährung und Nahrungsmittelproduktion bieten bekanntermaßen einen der größten Handlungsspielräume für den Klimaschutz. Neben der Produktion führen auch noch Verpackung und der Ressourcenbedarf für Transport und Zubereitung dazu, dass laut TIS rund 25 Prozent des durchschnittlichen ökologischen Fußabdrucks in Südtirol auf diesen Bereich entfallen.

Die Art der Landwirtschaft macht einen großen Unterschied: Maschinelle Bearbeitung, Düngung, Herbizid- und Pestizidverwendung bringen einen großen Energieaufwand und industrielle Herstellung mit sich. Biologische Landwirtschaft kann bessere Voraussetzungen bieten.

Mittlerweile ist auch die Tatsache, dass sich unser Fleischkonsum mächtig auf die globale Erwärmung auswirkt, ins öffentliche Bewusstsein gedrungen.

Der Transport von Lebensmitteln rund um den Globus mit Frachtschiffen und Cargo-Flugzeugen trägt zusätzlich dazu bei, dass wir mit der Wahl unseres Essens viel tun können, um das Klima zu schützen.

Zu Recht weisen die jungen Leute bei den Klimademos oft darauf hin.

Unser Beispiel in dieser Landtagswoche: Insektenfreundliche Gemeindeplanung.

Bienen und andere Insekten sind für die Nahrungsmittelproduktion von größter Bedeutung. Jeder dritte Löffel Nahrung, den wir zu uns nehmen, basiert auf Bienenbestäubung. 80% des Obst und Gemüses, das auf unseren Tellern landet, stammt von Pflanzen, die auf Bestäubung durch Bienen angewiesen sind. Trotz dieser Unersetzlichkeit von Insekten weiß man, dass 45% der Insektenarten in Europa rückläufig oder gefährdet sind.

Um dem entgegenzuwirken, fordern wir die Landesregierung auf, dem Beispiel Baden-Württembergs zu folgen und einen Preis für insektenfreundliche Gemeindeplanung auszuloben. Damit sollen jene Gemeinden gefördert werden, die sich der Artenvielfalt und Biodiversität verschreiben und damit für Naturnähe und regionale Produktion sorgen.

Auch das ist ein Beitrag für ein besseres Klima!

Bozen, 08.04.2019

Landtagsabgeordnete Brigitte Foppa, Riccardo Dello Sbarba, Hanspeter Staffler

 

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I verdi di Laives hanno recentemente presentato all’amministrazione comunale la proposta di tutelare come “monumento naturale” uno splendido esempio di Wisteria più nota col nome comune di glicine che si trova in centro a Laives nel cortile retrostante l’Hotel Casagrande.

Tra i monumenti naturali ai sensi della legge di tutela del paesaggio possono essere inseriti elementi naturali singoli, come ad esempio alberi, sorgenti, cascate, laghi alpini, formazioni rocciose e di ghiaccio, caverne, giacimenti minerari e fossili, affioramenti geologici, che per la loro peculiarità, rarità o tipicità paesaggistica si sono rivelati degni di tutela

Documento di proposta di inserimento del glicine tra i monumenti naturali protetti

 

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Nella prossima seduta di consiglio provinciale verrá discussa una mozione del gruppo verde (a firma di Dello Sbarba, Foppa e Heiss) che riguarda da vicino il nostro comune,
rilanciando una tematica più volte affrontata anche dai verdi di Laives già a partire dalla fase immediatamente successiva al referendum del 2016.

mozione n. 12/2016, (approvata)
interrogazione n. 20/2016
interrogazione n. 24/2017

Ora come detto anche in Provincia approda la richiesta di modificare il PUC di Laives riducendo la zona aeroportuale alla situazione del 2013, la situazione antecedente quindi alla Provincia decisione della provincia di ampliare l’attività aeroportuale.

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Nel corso della seduta di consiglio comunale del 4 aprile si è discusso un ordine del giorno verde contro la linea di accesso sud del tunnel di base del Brennero (BBT).

Un’opera infrastrutturale faraonica che rientra a pieno titolo nella classifica delle più inutili, costose e pericolose opere mai previste in Bassa Atesina.

L’obiettivo dell’opera è almeno nelle dichiarazioni quello di trasferire su rotaia una gran parte, del traffico attualmente su gomma. Nessuno però dice chiaramente che il passaggio su rotaia sarebbe giá oggi possibile, se ci fosse la volontá politica di farlo.

Già a metà degli anni ’90 fu inaugurato il servizio di trasporto merci ferroviario RoLa (la cosiddetta Autostrada viaggiante), da Trento verso Nord. (vedi a riguardo la mozione 39 del consiglio regionale del TAA).

Il progetto avviato con lungimiranza aveva – e dovrebbe avere ancora oggi – l’obiettivo primario di spostare parte del traffico merci dalla gomma alla rotala, con tutte le ovvie implicazioni ambientali che ne conseguono. Il servizio era arrivato fino ad avere sette coppie di treni/giorno, oggi ridotti – purtroppo – a due. L’interporto di Roncafort è dunque tristemente sottoutilizzato, con un conseguente deficit economico a partire dal 2011, mentre i TIR intasano l’A22

Nel 2015 il RoLa ha trasportato 17.365 TIR da/per Trento, mentre diretti fino a Brennersee sono stati ben 137.566 i TIR trasportati, quindi ciò significa che un gran numero di TIR ha ritenuto più conveniente, una volta giunto al Brennero, di proseguire lungo le strade sul suolo italiano, contribuendo notevolmente all’inquinamento delle nostre vallate.

Riteniamo quindi che già ora puntare con decisione su questi tipi di servizi logistici, porterebbe al raggiungimento dei risultati sperati senza imbarcarsi in progetti dai costi inimmaginabili, ma soprattutto dagli impatti ambientali devastanti per il nostro territorio.

In sede di votazione SVP e PD i principali partiti di maggioranza ed opposizione si sono in ogni caso espressi compattamente contro il nostro documento definendo la prevista tratta di accesso sud del BBT, un’opera fondamentale per la Bassa Atesina.

Incredibilmente ed inspiegabilmente secondo PD e SVP l’opera sarebbe fondamentale per la salute dei cittadini e per l’ambiente della Bassa Atesina.

 

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Abbiamo recentemente pubblicato sulla pagina progetti e studi di fattibilità, il nuovo piano di classificazione acustica comunale (PCCA), uno strumento previsto dalla vigente normativa in materia di inquinamento acustico ancora poco noto, ma molto importante.

Tale normativa prevede l’obbligo di zonizzazione acustica, secondo classi di inquinamento acustico omogeneo, e vieta contestualmente il contatto diretto di aree, anche appartenenti a comuni confinanti, i cui valori limite si discostano in misura superiore a 5 dB(A).

La tematica dell’inquinamento acustico è stata affrontata ed approfondita più volte anche nell’ambito del recente referendum sull’aeroporto, per questo ambito, come anche per altre zone del territorio, è interessante verificare quale classificazione sia stata effettivamente proposta e quale invece sarebbe forse auspicabile.

Contrariamente a quanto avvenuto in precedenza, ad esempio per lo studio di fattibilità per il nuovo lido, i documenti sono stati pubblicati sul sito del comune, ma le possibilità di “raggiungerli”, per i non addetti ai lavori, sono decisamente limitate.

Ancora una volta si invita l’amministrazione e chi si occupa del sito web istituzionale, a realizzare un servizio accessibile direttamente dalla homepage del sito comunale dove pubblicare “istituzionalmente” tutti i progetti e studi di fattibilità.

Fino a quando questo importante servizio non verrá realizzato, continueremo ad assumerci l’onere di pubblicazione di tali documenti.

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Estratto del documento ENAC: “Regolamento per la costruzione e l’esercizio degli aeroporti” (Cap 9.6.6)

Nelle zone di tutela A, B e C vanno evitati:
– insediamenti ad elevato affollamento, quali centri commerciali, congressuali e sportivi a
forte concentrazione, edilizia intensiva, ecc… ;
– costruzioni di scuole, ospedali e, in generale, obiettivi sensibili;
– attività che possono creare pericolo di incendio, esplosione e danno ambientale.

Non ci dicono, che concretamente questo potrebbo essere lo scenario, senza  parole…..

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