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Archive for the ‘Ambiente/Umwelt’ Category

Nella prossima seduta di consiglio provinciale verrá discussa una mozione del gruppo verde (a firma di Dello Sbarba, Foppa e Heiss) che riguarda da vicino il nostro comune,
rilanciando una tematica più volte affrontata anche dai verdi di Laives già a partire dalla fase immediatamente successiva al referendum del 2016.

mozione n. 12/2016, (approvata)
interrogazione n. 20/2016
interrogazione n. 24/2017

Ora come detto anche in Provincia approda la richiesta di modificare il PUC di Laives riducendo la zona aeroportuale alla situazione del 2013, la situazione antecedente quindi alla Provincia decisione della provincia di ampliare l’attività aeroportuale.

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Nel corso della seduta di consiglio comunale del 4 aprile si è discusso un ordine del giorno verde contro la linea di accesso sud del tunnel di base del Brennero (BBT).

Un’opera infrastrutturale faraonica che rientra a pieno titolo nella classifica delle più inutili, costose e pericolose opere mai previste in Bassa Atesina.

L’obiettivo dell’opera è almeno nelle dichiarazioni quello di trasferire su rotaia una gran parte, del traffico attualmente su gomma. Nessuno però dice chiaramente che il passaggio su rotaia sarebbe giá oggi possibile, se ci fosse la volontá politica di farlo.

Già a metà degli anni ’90 fu inaugurato il servizio di trasporto merci ferroviario RoLa (la cosiddetta Autostrada viaggiante), da Trento verso Nord. (vedi a riguardo la mozione 39 del consiglio regionale del TAA).

Il progetto avviato con lungimiranza aveva – e dovrebbe avere ancora oggi – l’obiettivo primario di spostare parte del traffico merci dalla gomma alla rotala, con tutte le ovvie implicazioni ambientali che ne conseguono. Il servizio era arrivato fino ad avere sette coppie di treni/giorno, oggi ridotti – purtroppo – a due. L’interporto di Roncafort è dunque tristemente sottoutilizzato, con un conseguente deficit economico a partire dal 2011, mentre i TIR intasano l’A22

Nel 2015 il RoLa ha trasportato 17.365 TIR da/per Trento, mentre diretti fino a Brennersee sono stati ben 137.566 i TIR trasportati, quindi ciò significa che un gran numero di TIR ha ritenuto più conveniente, una volta giunto al Brennero, di proseguire lungo le strade sul suolo italiano, contribuendo notevolmente all’inquinamento delle nostre vallate.

Riteniamo quindi che già ora puntare con decisione su questi tipi di servizi logistici, porterebbe al raggiungimento dei risultati sperati senza imbarcarsi in progetti dai costi inimmaginabili, ma soprattutto dagli impatti ambientali devastanti per il nostro territorio.

In sede di votazione SVP e PD i principali partiti di maggioranza ed opposizione si sono in ogni caso espressi compattamente contro il nostro documento definendo la prevista tratta di accesso sud del BBT, un’opera fondamentale per la Bassa Atesina.

Incredibilmente ed inspiegabilmente secondo PD e SVP l’opera sarebbe fondamentale per la salute dei cittadini e per l’ambiente della Bassa Atesina.

 

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Abbiamo recentemente pubblicato sulla pagina progetti e studi di fattibilità, il nuovo piano di classificazione acustica comunale (PCCA), uno strumento previsto dalla vigente normativa in materia di inquinamento acustico ancora poco noto, ma molto importante.

Tale normativa prevede l’obbligo di zonizzazione acustica, secondo classi di inquinamento acustico omogeneo, e vieta contestualmente il contatto diretto di aree, anche appartenenti a comuni confinanti, i cui valori limite si discostano in misura superiore a 5 dB(A).

La tematica dell’inquinamento acustico è stata affrontata ed approfondita più volte anche nell’ambito del recente referendum sull’aeroporto, per questo ambito, come anche per altre zone del territorio, è interessante verificare quale classificazione sia stata effettivamente proposta e quale invece sarebbe forse auspicabile.

Contrariamente a quanto avvenuto in precedenza, ad esempio per lo studio di fattibilità per il nuovo lido, i documenti sono stati pubblicati sul sito del comune, ma le possibilità di “raggiungerli”, per i non addetti ai lavori, sono decisamente limitate.

Ancora una volta si invita l’amministrazione e chi si occupa del sito web istituzionale, a realizzare un servizio accessibile direttamente dalla homepage del sito comunale dove pubblicare “istituzionalmente” tutti i progetti e studi di fattibilità.

Fino a quando questo importante servizio non verrá realizzato, continueremo ad assumerci l’onere di pubblicazione di tali documenti.

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Estratto del documento ENAC: “Regolamento per la costruzione e l’esercizio degli aeroporti” (Cap 9.6.6)

Nelle zone di tutela A, B e C vanno evitati:
– insediamenti ad elevato affollamento, quali centri commerciali, congressuali e sportivi a
forte concentrazione, edilizia intensiva, ecc… ;
– costruzioni di scuole, ospedali e, in generale, obiettivi sensibili;
– attività che possono creare pericolo di incendio, esplosione e danno ambientale.

Non ci dicono, che concretamente questo potrebbo essere lo scenario, senza  parole…..

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Riccardo dello Sbarba smentisce il Presidente Kompatscher

CHE COSA SUCCEDE SE VINCE IL NO?

Da subito la Provincia ritira ogni finanziamento.

Intanto la proprietà dell’aeroporto è passata o sta passando alla Provincia in base al „Piano Nazionale aeroporti” entrato in vigore il 2 gennaio e alla Norma di attuazione n. 115 del 1773 (ci è stato infatti comunicato che non serve una nuova norma, basta questa del 1973 – benissimo). Le trattative tecniche per il passaggio sono tuttora in corso, a breve dovrebbero essere concluse.

Fin qui credo siamo tutti d’accordo.

Poi il Landeshauptmann dice: a quel punto però la competenza per l’affidamento della gestione resta all’Enac (o allo Stato), che lo metteranno a gara. Oppure lo metterà a gara la Provincia, su questo ho trovato differenti dichiarazioni di Kompatscher. Comunque cambia poco: verrà messo a gara e i voli continueranno, ma gestiti da qualcun altro. Questa la tesi del LH (che, detto tra parentesi, è come dire ai cittadini e alle cittadine: è inutile come votate, tanto il risultato non cambia – un messaggio che da chi ha convocato il referendum non mi sarei aspettato).

Qui i nostri punti di vista divergono. Infatti il Landeshauptmann salta un passaggio: la gara dovrà esserci SOLO se l’aeroporto verrà mantenuto in categoria 2C, che prevede voli passeggeri commerciali (di linea e charter). Ma qui è il punto: che resti in categoria 2C non è obbligatorio!

La Provincia può declassificarlo a una categoria inferiore (una delle categorie che iniziano per 1), eliminando le attività commerciali. A quel punto niente gara: resta un campo di volo molto più piccolo, per protezione civile e sport (alianti).

La competenza per fissare la categoria la Provincia ce l’ha: il „2C” è nella legge messa a referendum. Se la legge viene bocciata, vuole anche dire che la popolazione non è d’accordo con l’aeroporto di quelle dimensioni e la de-classificazione sarebbe un modo di rispettare la volontà popolare.

Credo che su questo il Landeshauptmann non può che confermare.

Leggo sul Corriere di oggi che a domanda su questo punto Kompatscher risponde che una de-classificazione dell’aeroporto risveglierebbe l’attenzione della Corte dei Conti. Interpreto così le parole del LH: la Corte rimprovererebbe alla Provincia di aver buttato via 120 milioni senza riuscire a trarre profitto dall’aeroporto. Ovviamente qui la responsabilità prima è di chi ha voluto questa avventura dell’aeroporto, non può essere un argomento contro il voto di chi vi si è opposto!

Ma provo a fare qualche obiezione cercando di assumere il più possibile il punto di vista del Presidente.

Primo, con questa logica, più grosso è il buco finanziario e più dovremmo insistere: c’è qualcosa che non va.

Secondo, la Provincia potrebbe dire che vuole rispettare la volontà popolare.

Terzo, che vuole evitare ulteriori perdite di denaro pubblico, in quanto l’aeroporto non è mai stato redditizio.

Quarto faccio notare che lo scenario che paventa Kompatscher se vince il no, si verifica anche se nel 2022 non vengono raggiunti i 170.000 passeggeri. Anche in questo caso la Provincia dovrà cessare i finanziamenti (lo prevede la legge) e dunque anche Kompatscher ha bisogno di un piano B, di una via d’uscita. Che è appunto quella del declassamento.

Quinto, infine, io prevedo questo: che se faranno la gara, questa andrà deserta. Non credo ci sia un privato che voglia prendersi un aeroporto che non funziona, per di più già bocciato da un referendum popolare. E se la gara andrà deserta, allora la declassificazione sarà obbligatoria.

 

NUMERO VOLI E IMPATTO AMBIENTALE.

Qui un po’ sono deluso. Come si fa a dire ancora che saranno 4-5?

Chiariamo: loro dicono che i 4-5 voli al giorno basteranno per raggiungere 170.000 passeggeri, ma questi sono solo la condizione minima (entro il 2021) per continuare il finanziamento pubblico. Attenzione, però: questo non vuol dire il raggiungimento della parità di bilancio!

Basta leggere il „piano di sviluppo”: l’anno in cui secondo le proiezioni questo numero minimo (170.000) è raggiunto è il 2018, ma nel conto economico dello stesso „piano” per questo anno si prevedono perdite di esercizio tra 6 e 7 milioni. Il pareggio (che è l’obbiettivo del „piano) è previsto solo nel 2035 con 540.000 passeggeri e 44 voli/giorno di punta di grandi aerei, tra cui 24 grandi turboelica e 20 jet. È tutto scritto nei documenti ufficiali, basta leggere.

Sui voli, il loro numero e il loro impatto ambientale, si è espressa chiaramente l’Agenzia per l’Ambiente.

In sintesi, questi sono i dati nel parere dell’Agenzia:

Voli: da 40 a 50 al giorno.

Rumore: aumento tra gli 8 i i 10 decibel in media (il rumore percepito per singolo decollo e atterraggio è molto più alto).

Emissioni: aumento dal 150% al 400%.

L’Agenzia per l’Ambiante è un ufficio della Provincia, dunque non certo di parte, tanto mento di parte contraria all’aeroporto. Hanno fatto i conti e questo è il risultato di un „aeroporto funzionante” secondo il piano di sviluppo.

Il parere dell’Agenzia è scaricabile qui: http://www.provinz.bz.it/service/resdownload.aspx?source=VIA-UVP&ID=2FCDE333EE1194A2E050007F01005C46

 

Riccardo Dello Sbarba – 27.04.2016

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I lavori di realizzazione del Twenty-bis, per il nuovo centro commerciale provinciale, procedono a grandi passi.  Il tutto avviene sotto l’enorme spada di damocle rappresentata dal piano di rischio aeronautico che vieta in alcune aree di tutela, lungo la direttrice di atterraggio e decollo (l’area di via Galilei rientra in queste aree) l’apertura di strutture ad elevato affollamento.  Le specifiche ENAC sono a riguardo molto precise e non lasciano spazio a interpretazioni di alcun tipo, vietano infatti: (riportiamo testualmente)

• insediamenti ad elevato affollamento, quali centri commerciali, congressuali e sportivi a forte concentrazione, ecc…;

• costruzioni di scuole, ospedali e, in generale, obiettivi sensibili;

• attività che possono creare pericolo di incendio, esplosione e danno ambientale.

Nei giorni scorsi il sindaco di Bolzano Spagnolli si è espresso contro questo piano di rischio aeroportuale definendolo una notevole limitazione per lo sviluppo edilizio ed economico della città di Bolzano: «Dobbiamo chiederci cos’è bene per la città. Stare immobili e perdere occasioni o andare avanti? Non possiamo dire sempre no.  Il piano di rischio che risale al 2010 è eccessivamente restrittivo, va alleggerito, contiene limitazioni all’espansione che giudico pesanti oltre che penalizzanti. È necessario metterci mano, presenteremo noi – insieme ai comuni di Laives e Vadena – una proposta all’ENAC. Il Comune deve dare la possibilità di lavorare agli imprenditori che fanno la ricchezza di Bolzano Sud o se ne andranno portando altrove questa ricchezza »

Al sindaco di Bolzano vogliamo ricordare che il vigente piano di rischio ENAC, che ha come unico scopo quello di proteggere le popolazioni che risiedono nei dintorni di un aeroporto civile, a noi laivesotti va bene cosí com’é, non abbiamo alcun interesse o intenzione di richiedere a ENAC  quella che, di fatto, altro non é che una riduzione del grado di sicurezza per i nostri cittadini. Il nostro comune ha a riguardo idee molto chiare, la strada e le scelte fatte, vanno in una direzione molto diversa da quella che intende seguire Bolzano. Come certamente Spagnolli sa, Laives  ha avviato tempo addietro un ricorso al TAR (ancora in attesa di giudizio) contro la Provincia per l’aeroporto di Bolzano e il suo recente ampliamento, l’amministrazione di Bolzano, non ha ne appoggiato, ne condiviso tale ricorso.

La vera soluzione alla questione aeroporto, a Laives l’abbiamo capito da tempo, a Bolzano pare ancora no, é quella di chiudere questa struttura dai costi esorbitanti e di nessuna utilitá per la stragrande maggioranza dei cittadini sudtirolesi e non quella di rendere inefficace il piano di sicurezza ENAC.

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È di oggi la notizia che la centrale a pompaggio tra Bronzolo e Aldino, mega progetto da 500 milioni di euro, è morta prima di diventare progetto. Andrea Repetto, della Inters srl che l’aveva proposta ai due Comuni, ha inviato ai sindaci una missiva nella quale, pur esprimendo “rammarico”, annuncia che l’ipotesi è tramontata. Del resto, dopo la bocciatura da parte dell’assessore provinciale Mussner, questa idea aveva incontrato una strada in salita. «Prendiamo atto della decisione – si è limitato a dire ieri Benedetto Zito, sindaco di Bronzolo – e del resto, noi, come amministrazione comunale non avevamo mai preso una posizione in merito; semplicemente ci siamo limitati ad ascoltare ciò che il dottor Repetto era venuto a proporci, sia in consiglio comunale che in un’assemblea pubblica e ad un incontro con gli artigiani». I Verdi che da subito hanno segnalato la pericolosità e la non sostenibilità generale di tale progetto, esprimono grande soddisfazione.

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