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Posts Tagged ‘Referendum/Volksbefragung’

Consegna documenti

Nella prossima seduta di consiglio comunale saranno discussi i seguenti documenti presentati da Verdi e Fides a firma congiunta dei consiglieri Zanvettor Giorgio e Volani Dario

  • 10/08/2017 Interrogazione – Aeroporto modifica Piano Urbanistico Comunale – 24/2017 – file PDF
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„Errare è umano, ma perseverare è diabolico“ –  a questo viene spontaneo pensare, ascoltando i tentativi disperati del Presidente della provincia di giustificare l’ampliamento dell’aeroporto: sono stati investiti già 100 milioni di Euro e ora bisogna aggiungerne degli altri per compensare le somme ormai perse. Una argomentazione piuttosto problematica che va contro qualsiasi logica. Questa vorrebbe piuttosto che si facesse pubblica ammenda per un errore ormai commesso, per poi potersi ritirare il prima possibile da un affare in perdita. Il ragionamento del Presidente rimanda invece a quello di un giocatore, che avendo già perso forti somme alla Roulette, si ostina a puntare tutto sullo stesso numero.

È ormai da 15 anni che i Verdi denunciano il continuo sperpero di denaro: dall’investimento iniziale privo di un’idea progettuale (15 milioni) fino all’inutile iniezione finanziaria per Air Alps (4,5 milioni).

  • Se quei soldi fossero stati utilizzati per la realizzazione di un tram in Oltradige, oggi migliaia di pendolari avrebbero visto migliorata di molto la qualità dei loro spostamento quotidiani. E invece enormi somme di denaro pubblico restano a disposizione di pochissime persone che fanno uso dell’aereo. Ognuna di queste persone costa alla provincia 84,5 Euro (mentre un utente del treno costa 5,8 Euro e quello dell‘autobus  2), come si é avuto modo di appurare con una interrogazione verde in consiglio provinciale. Il tutto con un bilancio di CO2 19 volte superiore rispetto al trasporto in autobus e contro la  Convenzione delle Alpi, che, nel protocollo trasporti, prevede ovunque possibile la riduzione del trasporto aereo sull’arco alpino.
  • Non sono gli argomenti economici, né di attenzione al bilancio, che corroborano il Presidente nella sua corsa a favore dell‘aeroporto, ma la pressione delle lobby economiche. Non riusciamo a spiegarci diversamente come possa ricorrere a temi come il sostegno al turismo o all’insediamento di nuove aziende, quando sa benissimo che la percentuale degli arrivi turistici in Sudtirolo per via aerea è insignificante, non superando nemmeno l’1%. E che investitori internazionali non prenderebbero in considerazione l‘Alto Adige come sede delle loro aziende perché non c‘è l’aeroporto è un argomento a dir poco deboluccio in tempi di internet, videoconferenze, streaming, ecc.
  • Infine, il pressoché cocciuto perseverare su questa strada sbagliata contraddice le parole stesse di Kompatscher, che più volte durante la campagna elettorale del 2013 aveva annunciato un referendum sul futuro dell’aeroporto. Per questo passo o quanto meno per un referendum consultivo ci sarà presto occasione: i Verdi hanno presentato un disegno di legge che prevede l’uscita della provincia dal finanziamento dell’aeroporto e della linea aerea. Con la maggioranza assoluta dei consiglieri provinciali si potrebbe richiedere un referendum consultivo (secondo la Legge provinciale n.11 del 18.11.2005, art.16), prima dell’approvazione. La SVP viene così invitata a prendere al volo questa possibilità, chiedendo l’opinione dei cittadini e delle cittadine riguardo l’aeroporto e dando poi seguito al risultato con un’attuazione coerente, anche se questa non dovesse corrispondere alla visione del Presidente Kompatscher.

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REFERENDUM_Nein

Il nove vota no!
 
Proprio in questi giorni la democrazia rappresentativa nella nostra regione sta dando di sé una pessima immagine. Lo strumento della democrazia diretta,  elemento di correzione ed integrazione, sembra più necessario che mai  – per dare voce ai cittadini e delle cittadine e al loro giudizio.
 
Per vari motivi sosteniamo il NO il 9 febbraio:
 
1. La Svp si è votata da sola questa legge, quando ancora aveva la maggioranza assoluta, senza neppure i voti del proprio partner di coalizione. È questo che intende la Svp per partecipazione e democrazia!
2. Per poter convocare un referendum, la legge SVP prevede una soglia irraggiungibile di firme per poter convocare un referendum: 26.000!
3. Ulteriore condizione perché queste firme per un referendum possano essere raccolte è che, prima, venga presentata al consiglio e alla giunta provinciale una “istanza” sullo stesso tema, accompagnata da 8.000 firme, che chiaramente si aggiungono alle 26.000!
4. Su temi come gli stipendi dei politici o le tasse non si può votare.
5. Non viene data la possibilità di votare su una legge prima che essa entri in vigore.
6. I cittadini e le cittadine dovrebbero avere diritto a una corretta e completa informazione sui contenuti degli eventuali referendum. Su questo nella legge Svp neppure una parola!
 
Chiediamo ai cittadini e alle cittadine di dare il loro sostegno a un futuro in cui la loro voce possa contare. Davvero.
 
Brigitte Foppa e Giorgio Zanvettor, Co-portavoce provinciali Verdi Grüne Verc

Am Neunten Nein wählen!
 
Gerade in diesen Tagen zeigt die repräsentative Demokratie in unserer Region ihr unattraktivstes Gesicht. Das Werkzeug der direkten Demokratie, Möglichkeit der Korrektur und Ergänzung scheint notwendiger denn je – um den BürgerInnen und ihrem Urteil Stimme zu verleihen.
 
Aus mehreren Gründen sind wir am 9. Februar für das NEIN:
 

1. Die SVP hat dieses Gesetz, als sie noch die absolute Mehrheit hatte, ganz allein, sogar ohne die Stimmen des Koalitionspartners, durch den Landtag gewählt. Eine klare Aussage dazu, wie die SVP Mitbestimmung und Demokratie versteht.
2. Dieses Gesetz enthält eine praktisch unerreichbar hohe Hürde an Unterschriften, die gesammelt werden müssen, damit eine Volksabstimmung stattfinden kann: 26.000 Unterschriften!
3. Bevor diese Unterschriften gesammelt werden können, muss zuerst ein Antrag auf Volksabstimmung im Landtag oder in der Landesregierung behandelt worden sein, wofür es schon 8.000 Unterschriften braucht. Diese kommen also zu den 26.000 noch dazu!
4. Über wesentliche Themen wie Politikergehälter oder Steuern darf nicht abgestimmt werden.
5. Die Möglichkeit, über ein Gesetz abzustimmen, bevor es in Kraft tritt, ist nicht vorgesehen.
6. Die BürgerInnen hätten das Recht darauf, eine korrekte, unabhängige Information über den Inhalt der Volksabstimmung zu erhalten. Im SVP-Gesetz ist dies nicht vorgesehen.
 
Wir fordern die BürgerInnen auf, mit ihrem Nein für eine Zukunft zu stimmen, in der ihre Stimme zählt.
 
Brigitte Foppa und Giorgio Zanvettor, Co-Landesvorsitzende Verdi Grüne Verc

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La maggioranza politica che governa il Comune di Laives ha elaborato una proposta di modifica al proprio statuto comunale che punta ad eliminare completamente il quorum nei referendum comunali, in parole povere chi si reca alle urne decide, chi sta a casa delega coscientemente la decisione ai suoi concittadini. Contestualmente vengono riviste le modalità per la presentazione del quesito referendario da parte del comitato promotore, che viene previsto sia costituito da 1/50 degli aventi diritto e per la raccolta delle firme
di sostegno , che passano dagli attuali 7% al 10% degli aventi diritto. La proposta conferma in ogni caso la possibilità di proporre quesiti referendari anche limitati a singole frazioni del territorio e che agli stessi sono ammessi a partecipare anche i minorenni che al momento del voto abbiano compiuto i 16 anni.

Il testo proposto sarà sottoposto all’approvazione dei competenti organi consiliari entro il mese di giugno. Si è in questo modo tenuto fede ad un preciso impegno che la maggioranza si era assunta nel corso dell’ultimo consiglio comunale.
Contestualmente è stata avviata una revisione del vigente regolamento per la partecipazione popolare, in vigore già da quattro anni, intesa a promuovere ed a facilitare ulteriormente la partecipazione dei cittadini alle attività comunali, la proposta finale approderà poi in consiglio entro l’anno.
L’assessore alla partecipazione Arch. Giorgio Zanvettor esprime soddisfazione per il compromesso raggiunto, considerando in ogni caso, la revisione del regolamento di partecipazione e l’abolizione del quorum, solo come primi, ma importanti passi nella direzione di una piena attuazione della democrazia diretta.

Secondo il presidente della commissione Statuto Dr. Fabrizio Oliver si tratta di una proposta equilibrata che tiene conto delle sensibilità di tutti in merito all’istituto del referendum, al suo utilizzo ed alla facilità di accesso allo stesso da parte dei cittadini. Da non sottovalutare il fatto che in questo modo non vi saranno più referendum invalidati dal mancato quorum e di conseguenza nessun spreco di denaro pubblico.

Infine il presidente della commissione Affari generali Hans Joachim Dalsass ricorda come giá da tempo ci fosse l’intenzione di riaffrontare il tema della partecipazione. Con questa proposta in commissione, la maggioranza dimostra la propria sensibilità al tema della partecipazione diretta dei cittadini, con l’abolizione del quorum inoltre, tutti i referendum avranno comunque un chiaro esito, giustificando le spese sostenute per realizzarli.

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Il vertice e i mandatari SVP vogliono farci credere di prendere, ora, sul serio la volontà dei cittadini di voler contare con strumenti di democrazia diretta. In realtà però, nella prossima sessione del Consiglio provinciale, si apprestano a far passare il proprio disegno di legge sulla democrazia diretta che ancora una volta non renderà possibile efficaci forme di decisioni politiche, di controllo e di iniziativa da parte dei cittadini.

La SVP ha annunciato che una volta deliberato intende far decidere i cittadini in un referendum solo sul proprio disegno di legge, dimenticando che esiste un altro disegno di legge dei cittadini portato in consiglio con una raccolta firme dall’ „Iniziativa per più democrazia“ alternativo e migliorativo rispetto alla proposta SVP.

Prima di deliberare il proprio disegno di legge e poi sottoporlo a referendum non sarebbe piú giusto sottoporre a referendum le due diverse proposte di legge?
Un tale atteggiamento, profondamente antidemocratico, é una prova lampante di quanto questi rappresentanti politici prendano davvero sul serio non solo il diritto di partecipazione politica diretta, ma la democrazia stessa. Rivendicate il diritto di poter scegliere, in un referendum consultivo da indire dal Consiglio provinciale,

tra il disegno di legge dei cittadini e quello della SVP !

Mostra alla SVP il cartellino rosso!


Nei prossimi fine settimana nei banchetti della nostra cittá, saranno distribuiti le seguenti cartoline rosse da spedire al gruppo consiliare SVP, il disegno di legge é stato presentato per l’SVP da Arnold Schuler, Maria Kuenzer und Elmar Pichler Rolle.

Inondiamo le cassette postali del consiglio provinciale!

Possono anche essere stampati su cartoncino oppure ritirati presso la sede dell’Iniziativa per più democrazia.

Diffondete il piú possibile!

Die SVP-Spitze und SVP-Mandatare tun so, als wollten sie den Mitbestimmungwillen der Bürgerinnen und Bürger ernst nehmen. In Wirklichkeit wollen sie in der Landtagssession vom März ihren Gesetzentwurf zur Bürgerbeteiligung durchdrücken, der echte Mitbestimmung einmal mehr verhindert.

Die SVP hat angekündigt, nach erfolgter Verabschiedung ihres Gesetzentwurfes, das Volk in einem Referendum über Annahme oder Ablehnung abstimmen lassen zu wollen. Dies wohl auch nur, weil sie sich von den entscheidenden Medien ausreichend gedeckt fühlt. Offensichtlich rechnet sie damit, dass sie in einer Volksbefragung (wie von der Initiative für mehr Demokratie schon im vergangenen Sommer vorgeschlagen), in der das Volk – vor einer Beschlussfassung -zwischen dem Volksbegehrens-Gesetzentwurf und dem SVP-Entwurf wählen könnte, unterliegen würde.

Die SVP-Landtagsfraktion will also ein Grundgesetz, eine Regelung der Demokratie in unserem Land verabschieden, von dem sie selbst annimmt, dass sienicht dem Mehrheitswillen im Volk entspricht.

Eine solche Vorgangsweise ist zutiefst undemokratisch und ein schlagender Beweis dafür, wie ernst es diese politischen Vertreter nicht nur mit der Mitbestimmung, sondern mit der Demokratie überhaupt nehmen

Verlangt, in einer vom Landtag zu beschließenden Volksbefragung, wählen zu können
zwischen dem Volksbegehrens-Gesetzentwurf und dem SVP-Entwurf !

Im Anhang die Rote Karte zum Ausdrucken auf kartoniertem Papier – frankieren und an die Landtagsfraktion (evtl. zu Händen einer Mandatarin oder eines Mandatars) abschicken. Den Gesetzestext haben für die SVP Arnold Schuler, Maria Kuenzer und Elmar Pichler Rolle eingebracht.
Oder Karten am Sitz der Initiative für mehr Demokratie oder bei ihren Bezirksgruppen abholen.

Bitte verbreitet diese Nachricht so gut es geht!

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REFERENDUM ELETTORALE: Le firme possono essere depositate entro il 23 settembre

 Noi Verdi sosteniamo la richiesta di referendum elettorale, che ha lo scopo di ridare ai cittadini il diritto costituzionale di scegliere i parlamentari e chi deve governare il Paese. Con il referendum si chiede l’abrogazione della legge n. 270/2005 conosciuta come “porcellum” che regola l’elezione dei due rami del Parlamento nel seguente modo:

1) Gli elettori scelgono fra liste stabilite dai partiti, senza possibilità di indicare una preferenza e limitandosi ad “approvare” scelte già prese.

2) Il premio di maggioranza assegna alla coalizione che ottiene la maggioranza relativa dei voti un minimo di 340 seggi alla Camera dei Deputati. Al Senato il premio di maggioranza è assegnato a ogni coalizione vincente localmente, con i seggi attribuiti su base regionale. Per il Trentino-Alto Adige si è mantenuto il precedente sistema elettorale.

3) Ciascuna forza politica deve indicare il proprio leader per la Presidenza del Consiglio (candidato premier).

4) È prevista una soglia di sbarramento del 10% per le coalizioni, a patto che abbiano almeno un partito sopra il 2%, e del 4% per i singoli partiti.

La richiesta deve essere sottoscritta da 500.000 elettrici/elettori e consegnata entro la fine di settembre. Le firme possono essere depositate presso tutti i comuni (entro venerdì 23 settembre) e i banchetti di raccolta firme (entro domenica 25 settembre).

 Per ulteriori informazioni: www.firmovotoscelgo.it

WAHL-REFERENDUM: Unterschriften können noch bis zum 23. September abgegeben werden

Wir Grünen unterstützen den Antrag für ein Wahl- Referendum, das darauf abzielt, den Bürgern ihr konstitutionelles Recht zurückzugeben, das Parlament und die Regierung selbst zu bestimmen. Durch das Referendum wird beantragt das Gesetz Nr. 270/2005, bekannt unter dem Namen „porcellum“, abzuschaffen. Dieses regelt die Wahl der beiden Kammern  des Parlaments auf folgende Weise:

1)      Die Wähler wählen aus von den Parteien aufgestellten Listen, ohne eine Möglichkeit Präferenzen anzugeben, und sind somit gezwungen, eine bereits getroffene Auswahl zu „akzeptieren“.

2)      Die Mehrheitsprämie sichert der Koalition, die die relative Mehrheit der Stimmen erhält, mindestens 340 Sitze in der Abgeordnetenkammer zu. Im Senat sichert die Mehrheitsprämie jeder Koalition, die lokal die meisten Stimmen erhält, die auf regionaler Ebene vorgesehen Sitze zu. Für Trentino-Südtirol blieb das vorhergehende Wahlsystem erhalten.

3)      Jede politische Kraft muss einen leader für das Präsidium des Ministerrates, also einen Kandidaten für den Posten des Premierministers, bestimmen.

4)      Für die Koalition gilt die Zugangshürde von 10%, vorausgesetzt, dass eine Partei mindestens über 2% innehat, und für die Einzelparteien die Zugangshürde von 4%.

Der Referendumsantrag muss von 500.000 WählerInnen unterschrieben und bis Ende September 2011 eingereicht werden. Die Unterschriften können bis zum 23. September in allen Gemeinden und bis zum 25. September an den Unterschriftenständen abgeben werden.

Für weitere Informationen:  www.firmovotoscelgo.it

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Il Ministro e l'urna comunista!

Avrà luogo domenica 12 e lunedì 13 giugno il referendum contro il nucleare, la privatizzazione dell’acqua e per l’abrogazione della legge sul legittimo impedimento. Nonostante l’approvazione della moratoria di un anno sul nucleare in Italia, il referendum non si ferma. Si voterà a giugno, le date sono state decise dal Consiglio dei ministri: ‘Le votazioni sui referendum abrogativi si svolgeranno nelle giornate di domenica 12 e lunedì 13 del mese di giugno‘.

E’ probabile che con il referendum del prossimo giugno gli italiani diranno ‘no‘ al nucleare. Secondo alcuni sondaggi, infatti, il 90 per cento circa degli italiani preferisce le fonti rinnovabili al nucleare. Non solo. A quanto pare, dopo il disastro in Giappone il 17 per cento della popolazione ha cambiato idea sulla sicurezza delle centrali nucleari, ora è pari al 69 per cento il numero di persone contrarie a questa misura.

Ma anche per quella percentuale di indecisi ecco alcune valide argomentazioni per votare “SI” contro il nucleare il 12 e 13 giugno!

ARGOMENTI CONTRO IL NUCLEARE

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