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Posts Tagged ‘Piano di rischio aeroportuale/Flughafenrisikoplan’

Estratto del documento ENAC: “Regolamento per la costruzione e l’esercizio degli aeroporti” (Cap 9.6.6)

Nelle zone di tutela A, B e C vanno evitati:
– insediamenti ad elevato affollamento, quali centri commerciali, congressuali e sportivi a
forte concentrazione, edilizia intensiva, ecc… ;
– costruzioni di scuole, ospedali e, in generale, obiettivi sensibili;
– attività che possono creare pericolo di incendio, esplosione e danno ambientale.

Non ci dicono, che concretamente questo potrebbo essere lo scenario, senza  parole…..

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I lavori di realizzazione del Twenty-bis, per il nuovo centro commerciale provinciale, procedono a grandi passi.  Il tutto avviene sotto l’enorme spada di damocle rappresentata dal piano di rischio aeronautico che vieta in alcune aree di tutela, lungo la direttrice di atterraggio e decollo (l’area di via Galilei rientra in queste aree) l’apertura di strutture ad elevato affollamento.  Le specifiche ENAC sono a riguardo molto precise e non lasciano spazio a interpretazioni di alcun tipo, vietano infatti: (riportiamo testualmente)

• insediamenti ad elevato affollamento, quali centri commerciali, congressuali e sportivi a forte concentrazione, ecc…;

• costruzioni di scuole, ospedali e, in generale, obiettivi sensibili;

• attività che possono creare pericolo di incendio, esplosione e danno ambientale.

Nei giorni scorsi il sindaco di Bolzano Spagnolli si è espresso contro questo piano di rischio aeroportuale definendolo una notevole limitazione per lo sviluppo edilizio ed economico della città di Bolzano: «Dobbiamo chiederci cos’è bene per la città. Stare immobili e perdere occasioni o andare avanti? Non possiamo dire sempre no.  Il piano di rischio che risale al 2010 è eccessivamente restrittivo, va alleggerito, contiene limitazioni all’espansione che giudico pesanti oltre che penalizzanti. È necessario metterci mano, presenteremo noi – insieme ai comuni di Laives e Vadena – una proposta all’ENAC. Il Comune deve dare la possibilità di lavorare agli imprenditori che fanno la ricchezza di Bolzano Sud o se ne andranno portando altrove questa ricchezza »

Al sindaco di Bolzano vogliamo ricordare che il vigente piano di rischio ENAC, che ha come unico scopo quello di proteggere le popolazioni che risiedono nei dintorni di un aeroporto civile, a noi laivesotti va bene cosí com’é, non abbiamo alcun interesse o intenzione di richiedere a ENAC  quella che, di fatto, altro non é che una riduzione del grado di sicurezza per i nostri cittadini. Il nostro comune ha a riguardo idee molto chiare, la strada e le scelte fatte, vanno in una direzione molto diversa da quella che intende seguire Bolzano. Come certamente Spagnolli sa, Laives  ha avviato tempo addietro un ricorso al TAR (ancora in attesa di giudizio) contro la Provincia per l’aeroporto di Bolzano e il suo recente ampliamento, l’amministrazione di Bolzano, non ha ne appoggiato, ne condiviso tale ricorso.

La vera soluzione alla questione aeroporto, a Laives l’abbiamo capito da tempo, a Bolzano pare ancora no, é quella di chiudere questa struttura dai costi esorbitanti e di nessuna utilitá per la stragrande maggioranza dei cittadini sudtirolesi e non quella di rendere inefficace il piano di sicurezza ENAC.

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Con 4 diverse delibere la Giunta provinciale in pochi giorni ha deciso di gettare altri 27,5 milioni di euro nell’aeroporto di Bolzano che, nel piano del ministro Passera, rientra tra i 18 aeroporti che dovranno essere chiusi, oppure interamente privatizzati, perché non hanno sufficiente traffico da giustificare sostegni pubblici.

Ecco nel dettaglio le 4 delibere del blitz estivo della Giunta provinciale:

ESTATE 2012: DENARO PUBBLICO PER L’AEROPORTO
Nr. Delibera Giunta Scopo Somma
nr. 972 del 25.6.2012 Ad ABD per il nuovo contratto servizio € 12.124.200
nr. 1068 del 9.7.2012 Ad Air Alps per la proroga dell’appalto per i voli € 607.268
nr. 1101 del 16.7.2012 A STA per l’acquisizione dei terreni € 7.300.000
nr. 1102 del 16.7.2012 Ad ABD per lavori di allungamento della pista € 7.500.000
  TOTALE € 27.531.468

Il “Piano nazionale aeroporti” del febbraio 2012 classifica gli scali italiani per volume di utenti: l’aeroporto di Bolzano è 12° dei 18 aeroporti che registrano “dati assolutamente carenti quanto a movimento passeggeri e/o merci”.

Il piano del governo prevede che: “Per gli scali non riconosciuti dal mercato, oggi con poco traffico devono essere verificate entro il prossimo triennio condizioni di sostenibilità economica che non prevedano comunque trasferimenti di risorse pubbliche per la gestione”. Ciò significa che entro 3 anni l’aeroporto di Bolzano dovrà essere chiuso, o privatizzato, se ci saranno imprenditori disposti a investire in quest’avventura.

Che l’aeroporto di Bolzano resterà in deficit per i prossimi anni è scritto esplicitamente nel Contratto di Servizio con la società ABD per il periodo 2012-2015:

CONTRATTO DI SERVIZIO PROVINCIA-ABD

Anno

Deficit previsto per passeggero

2012

– 47 €

2013

– 35 €

2014

– 30 €

2015

– 26 €

Alla luce del piano Passera si capisce la ragione di questo finanziamento estivo: la Giunta si è affrettata a gettare altro denaro pubblico in questo aeroporto fallimentare prima che il governo obblighi a chiudere il rubinetto.

Ancora più assurda la decisione con cui la Giunta ha deliberato la proroga dell’appalto del volo per Roma alla società Air Alps per altri 6 mesi, rimandando la gara europea: così una società che appena un anno fa ha interrotto i voli con grave danno per la Provincia incasserò altri 607 mila euro. Ora si capisce perché la Giunta provinciale ha respinto il 10 luglio scorso una mozione dei Verdi che impegnava la Provincia a uscire dalla società Air Alps, dove Provincia e Regione hanno perso 6 milioni in una quota azionaria che oggi non vale più nulla.

I Verdi fanno appello ai Comuni, alle associazioni ambientaliste e a tutte le cittadine e i cittadini perché si oppongano con tutti i mezzi a questo nuovo sperpero di denaro pubblico.

Non è vero infatti che tutti i giochi sono già fatti:

  1. Non è stato ancora cambiato il Piano Urbanistico del comune di Laives, atto indispensabile per prolungare la pista. La procedura dovrebbe cominciare subito dopo Ferragosto e coinvolgerà amministrazione civica e cittadinanza.
  2. L’ENAC non ha ancora approvato il “Piano di sviluppo Aeroportuale”presentato da ABD.
  3. Il “Piano di rischio aeroportuale” approvato un anno fa dai Comuni si basa sulla situazione esistente e va completamente riscritto. L’allungamento della pista obbligherà a riformulare il Piano, rinnovando la procedura (a pista allungata, per esempio, l’intero nuovo carcere rientrerà nella zona di divieto a insediamenti)
  4. Il potenziamento con finanziamento pubblico dell’aeroporto di Bolzano contrasta con piano Passera-Monti sulla razionalizzazione della rete aurea italiana.

C’è ancora tempo e modo per fermare questa scelta sbagliata della Provincia.

I Verdi si impegneranno per questo nei prossimi mesi.

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Si pubblica di seguito il testo di una interrogazione del gruppo verde provinciale relativa al nuovo Masterplan ed alle ripercussioni sul piano di rischio aeroportuale recentemente approvato dai Comuni di Bolzano, Laives e Vadena.

INTERROGAZIONE Pista più lunga: Piano di rischio aeroportuale da rifare, nuovo carcere incompatibile?

Con delibera 313 del 28 febbrai 2011, la Giunta provinciale ha approvato il “Piano di rischio aeroportuale” già approvato dai comuni di Bolzano, Laives e Vadena (loro è la competenza dell’elaborazione del piano) e l’ha inserito d’ufficio nei piani urbanistici dei rispettivi comuni.

Il piano di rischio è un documento contenente le indicazioni e le prescrizioni da recepire negli strumenti urbanistici dei singoli Comuni ai sensi dell’art. 707 del codice della navigazione.

Le indicazioni e le prescrizioni sono finalizzate a tutelare il territorio dalle conseguenze di un eventuale incidente. Il Piano contiene limitazioni molto severe per gli insediamenti, la possibilità di costruire edifici e creare attività pubbliche e private, l’altezza, la dimensione e lo scopo di dette costruzioni. Esso diventa un vincolo forte di ogni sviluppo urbanistico.

Le indicazioni e le prescrizioni contenute nel piano di rischio si applicano alle nuove opere o attività da insediare nelle aree da sottoporre a tutela. Le aree di cui sopra, distinte in zona A, zona B e zona C  (con vincoli via via decrescenti) si estendono, in asse con la pista dell’aeroporto di Bolzano, per una lunghezza di 3.000 m sia a nord che a sud. Gli indirizzi stabiliti dall’ENAC e recepiti nelle norme del Piano di Rischio sono volti, in sintesi, al contenimento del carico antropico e individuazione delle attività compatibili. In particolare:

Zona di tutela A: è da limitare al massimo il carico antropico. In tale zona non vanno quindi previste nuove edificazioni residenziali. Possono essere previste attività non residenziali, con indici di edificabilità bassi, che comportano la permanenza discontinua di un numero limitato di persone.

Zona di tutela B: possono essere previsti una modesta funzione residenziale, con indici di edificabilità bassi, e attività non residenziali, con indici di edificabilità medi, che comportano la permanenza di un numero limitato di persone.

Zona di tutela C: possono essere previsti un ragionevole incremento della funzione residenziale, con indici di edificabilità medi, e nuove attività non residenziali.

Nelle tre zone vanno evitati comunque:

  • insediamenti ad elevato affollamento;
  • costruzioni di scuole, ospedali e, in generale, obiettivi sensibili;
  • attività che possono creare pericolo di incendio, esplosione e danno ambientale

Il profilo delle zone obbligatorio per l’aeroporto di Bolzano corrisponde agli aeroporti di classe 3 e 4. La zona più vincolata, come si vede, è la zona A. Le aree individuate vengono fissate secondo profili standard, che sono collocati a una distanza prestabilita dalla testa e dalla coda della pista di decollo e atterraggio. Se si sposta la pista, il piano di rischio è da rifare, spostando in modo corrispondente la collocazione delle zone di tutela.

E’ proprio ciò che arriverà in seguito all’approvazione da parte della Giunta provinciae del Masterplan per l’aeroporto, che prevede non solo un allungamento della pista fino a 1400 metri, ma anche un allungamento delle fasce di sicurezza in testa e in coda alla pista: a sud dagli attuali 150 metri a 250 metri, e a nord dagli attuali 150 metri a 300 metri.

Il problema è a nord: poiché l’attuale fascia di sicurezza di 150 metri è già arrivata al massimo spazio occupabile, l’allungamento di altri 150 metri di questa fascia verrà ottenuto traslando la pista di decollo e atterraggio di 150 metri verso sud. Insomma, verrà spostata la pista di atterraggio e decollo, sulla cui base sono disegnate le zone di tutela del piano di sicurezza.

In seguito a questa traslazione verso sud, che porta con sé una traslazione di tutte le zone di tutela, appare molto probabile che il terreno su cui dovrebbe sorgere il nuovo carcere di Bolzano (finora esterno alla zona di tutela, eccetto una particella – indicata nelle mappe di rischio col numero 3) finisca per rientrare nella zona A, quella con i vincoli maggiori.

In questa zona un carcere risulta incompatibile con le prescrizioni corrispondenti: “Zona di tutela A: è da limitare al massimo il carico antropico. In tale zona non vanno quindi previste nuove edificazioni residenziali. Possono essere previste attività non residenziali, con indici di edificabilità bassi, che comportano la permanenza discontinua di un numero limitato di persone”.

Si chiede alla giunta provinciale

  1. Corrisponde al vero che secondo le previsioni del Masterplan la pista di decollo e di atterraggio dovrebbe essere traslata verso sud? Se sì, di quanti metri?
  2. La traslazione comporta il rifacimento del piano di rischio dell’aeroporto di Bolzano?
  3. Se sì, attraverso quale procedura?
  4. La traslazione comporta il fatto che tutta o gran parte dell’area dove è previsto il nuovo carcere rientrerà nella zona di tutela A?
  5. In questo caso, cosa intende fare la Giunta provinciale? Rinunciare al carcere in quell’area, oppure rinunciare o correggere il Masterplan appena approvato?
  6. Si è consultata la Giunta provinciale con i comuni interessati su questo argomento? Se sì, con quale esito?
  7. Si è consultata la Giunta provinciale con l’ENAC su questo argomento? Se sì, con quale esito?
  8. Si è consultata la Giunta provinciale con l’amministrazione penitenziaria e/o col ministero competente su questo argomento? Se sì, con quale esito?

Bolzano, 14 aprile 2011

Firmato Consiglieri

Riccardo Dello Sbarba

Hans Heiss

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Sul finire della passata amministrazione é stato approvato dai Comuni di Laives, Bolzano e Vadena, il piano di rischio areoportuale (vedi relativo post) si tratta di un documento previsto dal nuovo codice della navigazione per tutti gli aeroporti civili del territorio nazionale. Il piano redatto dai tecnici Dr. Bussadori Virna, Arch. Cattaruzza Dorigo Adriana , Arch. Zanvettor Giorgio, é stato successivamente approvato dall’ENAC (Ente Nazionale Aviazione Civile) e su richiesta dei tre Comuni, trasmesso all’amministrazione provinciale per il mero inserimento nei rispettivi strumenti urbanistici.
Il citato nuovo codice della navigazione (Art. 707 – D.Lgs. 15.03.206, n.151 ) prevede espressamente che la competenza per l’elaborazione del piano di rischio aeroportuale sia in capo alle amministrazioni singole comunali interessate, nella nostra realtá quindi (caso piú unico che raro) l’amministrazione provinciale, su questo tema specifico, non ha nessuna possibilitá di “scavalcare” le amministrazioni comunali.
Il piano approvato dai Comuni di Bolzano, Laives e Vadena é molto importante per i seguenti motivi:
  • introduce provvedimenti tesi a rafforzare i livelli di tutela nelle aree limitrofe agli aeroporti
  • prevede zone di rischio (inserite nei piani urbanistici con particolare norme di tutela) che sono inserite ad una distanza fissa dalla fine della pista di decollo ed atterraggio

In particolare questo ultimo aspetto riveste una particolare importanza alla luce delle ultime vicende legate all’aeroporto di Bolzano, infatti una eventuale modifica delle dimensioni della pista (come quella prevista dal recente Masterplan approvato in Giunta provinciale) sarebbe possibile unicamente prevedendo un contestuale spostamento delle citate zone di rischio, ma che a loro volta, non possono essere modificate d’ufficio dalla Provincia essendo come detto queste di esclusiva competenza comunale.

In sostanza nessun ampliamento e/o spostamento della pista é possibile senza l’accordo/consenso delle amministrazioni locali direttamente coinvolte.

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