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Archive for aprile 2013

urna_elettorale

Nell’ultima assemblea provinciale i Verdi hanno scelto di adottare il metodo delle primarie per selezionare i primi sei candidati della lista per le prossime elezioni provinciali. L’obiettivo é quello di aver una massima apertura. La partecipazione non é riservata soltanto agli iscritti,  ma chiunque si riconosca nel progetto di un Sudtirolo equo, sostenibile e democratico. L’ambizione è quella di includere candidature provenienti da vari ambiti della società sudtirolese.

Il voto potrà essere espresso anche online, e proprio stamani verrà presentato il portale web di queste “Primarie aperte” (Offene Vorwahlen). Sul sito sarà possibile firmare un “manifesto” per il futuro della provincia, una sorta di “dichiarazione d’intenti” in vista delle provinciali d’autunno.

Alle primarie potrà candidarsi chiunque sia eleggibile, aderisca e si riconosca nei principi affermati dal “manifesto” dei Verdi. Allo scopo occorre sottoscrivere preliminarmente una “carta etica”, quindi accompagnare la candidatura con almeno 20 firme di sostegno raccolte entro i primi di maggio.

Chi sottoscrive il manifesto potrà scegliere online chi guiderà la lista dei Verdi votando sul portale delle primarie durante la prima settimana di giugno (dal 3 al 9, con meccanismi che garantiscano la sicurezza del voto informatico), mentre il voto “fisico” nei seggi si terrà il secondo weekend di giugno (8-9). Potranno partecipare tutti gli aventi diritto al voto residenti in Alto Adige/Südtirol. Anche i giovani, a partire dai 16 anni, e gli stranieri con permesso di soggiorno.

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edilizia_2

Dei mille alloggi per il ceto medio previsti in Alto Adige, 54 verranno realizzati a Laives. 27 sono già in costruzione nella zona Toggenburg I, gli altri 27 dovrebbero arrivare a breve in un’area per la quale si stanno ultimando le trattative per l’acquisizione. In questo modo Laives sarà il primo comune altoatesino a completare il suo programma di alloggi riservati al ceto medio. A Laives i 54 alloggi destinati al ceto medio saranno divisi equamente tra le due formule previste dalla legge provinciale: metà saranno a “rotazione”, l’altra metà ad “acquisto rateale”, cioè a riscatto. I 27 appartamenti già in costruzione nella zona Toggenburg I rientrano tra i cosiddetti alloggi a rotazione. Ciò significa che gli assegnatari potranno abitarvi al massimo per dieci anni, pagando un affitto calmierato, quindi più basso rispetto ai prezzi di mercato e comunque legato al proprio reddito. In questo modo avranno l’opportunità di risparmiare almeno una parte del capitale necessario per acquistare un alloggio al termine del loro periodo di locazione. Gli altri 27 alloggi saranno invece “ad acquisto rateale: vale a dire che gli assegnatari dovranno anticipare il 25% cento del prezzo di acquisto della casa e poi per dieci anni dovranno corrispondere rate mensili per un ammontare pari al canone provinciali. Alla scadenza dovrà essere liquidata la differenza e si diventerà a tutti gli effetti proprietari dell’alloggio. Le due formule saranno gestite in modo differente: le graduatorie per gli alloggi a rotazione saranno infatti curate dall’Ipes, mentre per l’acquisto rateale la competenza sarà del Comune: “non appena sarà possibile – assicura l’assessore all’edilizia agevolata Giorgio Zanvettor – l’amministrazione comunale comunicherà ai cittadini quando e come potranno essere presentate le domande”.
Alle due tipologie di alloggi si potrà accedere solo possedendo precisi requisiti. Determinante è ovviamente il reddito: potranno accedere agli alloggi solamente le persone che hanno un reddito depurato tra la seconda e la quinta fascia, cioè tra 21.100,01 euro e 52.900,00 euro (per reddito si intende la media del reddito familiare depurato degli ultimi due anni). Si devono poi soddisfare altri requisiti, come per esempio avere la residenza o il posto di lavoro da almeno cinque anni in provincia di Bolzano; non
essere proprietari di abitazioni adeguate al fabbisogno della propria famiglia entro 40 km; avere compiuto 23 anni (se si tratta di richiedenti celibi o nubili).

Folder 1000 alloggi per il ceto medio

Folder 1000 Wohnungen gür den Mittelstand

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Bambini delle scuole elementari in mensa

Bambini delle scuole elementari in mensa

L’amministrazione comunale punta con sempre maggiore decisione sul cibo biologico nella mensa scolastica. Nella sua ultima seduta, la giunta su proposta dell’assessore Zanvettor ha infatti approvato l’impegno di spesa complessivo di 112.310 euro per la fornitura di prodotti alimentari fino al 31 agosto. Nel dettaglio sono stati previsti 37.700 euro per la fornitura di pesce, 25.060 per il latte bio di produzione altoatesina e prodotti derivati, 17.070 per la fornitura di pane, e 32.480 di formaggi dop.
Il servizio di refezione scolastica a Laives prepara in media circa 1.800 pasti al giorno: mille per la mensa scolastica e gli altri 800 per il nido e le materne.
Dal 2012, da quando cioè si è concluso il progetto europeo del Sern si è puntato con sempre maggiore decisione su prodotti bio e locali. Per esempio tutte le mele, le uova fresche e le patate sono prodotti che provengono dal nostro territorio. E contemporaneamente si è iniziato in modo massiccio con il cibo biologico. Tutta la frutta e la verdura, infatti sono bio. Così come l’olio di oliva e tutti i latticini (latte, grana, yogurt, formaggi). Molta attenzione è stata rivolta anche alla tracciabilità di tutto il cibo. Tutti i prodotti utilizzati sono senza ogm. Come pesce vengono scelte esclusivamente razze che non sono in via di estinzione, in zone non inquinante e non protette dalla Fao. Il pesce di allevamento, invece, non deve utilizzare mangimi geneticamente modificati. Per quanto riguarda la carne vengono presi solo tagli puliti senza grasso, di animali nati e allevati in Italia

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Toggenburg

Plastico della nuova zona

Il consiglio comunale ha approvato il piano di attuazione della nuova zona di espansione Toggenburg II, la nuova zona prevede edifici progettati in modo da inserirsi più armoniosamente nel pendio e con una minore densità edilizia rispetto a quanto realizzato nella zona Toggenburg I. Il piano non utilizza i terrazzamenti artificiali che hanno caratterizzato la Toggenburg I, ma una edificazione che segue l’andamento naturale del terreno con edifici di altezza inferiore rispetto a quelli attualmente in costruzione.
Il piano, redatto dall’architetto Alessio Condotta, punta anche all’integrazione con la zona di espansione già edificata, a questo proposito, è stato previsto un corpo centrale il quale fungerà da collegamento tra le due zone ed attorno a questo corpo centrale è prevista anche una vasta area verde pubblica che contribuirà a fare da cerniera tra le due zone.
Sono previsti nuovi percorsi pedonali ed e la realizzazione di un anello viario che potrà essere utilizzato dai citybus della linea circolare. La zona Toggenburg II ha una superficie di 21.233 metri quadrati, con una cubatura prevista di 36.130 metri cubi.  Nel corso della serata l’assessore all’edilizia agevolata Zanvettor ha indicato il numero di alloggi che è previsto verranno realizzati nella zona si tratta complessivamente di 107 alloggi, suddivisi in tre lotti: 24 dell’Ipes, 31 di Confcooperative e 52 di Legacoop.

 

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Nel corso della seduta di consiglio di ieri si è dibattuto a lungo sulla proposta di piano di attuazione “Groselli 2” in via Marconi. La discussione si è protratta fino a tarda serata, ed è previsto prosegua nella seduta odierna.
Per questa zona, come per tutte le altre dove si trovano i vecchi magazzini, il piano urbanistico prevede delle cubature molto elevate; questo, come più volte ribadito, costituisce un grave errore urbanistico commesso con l’approvazione del vecchio piano urbanistico con cui noi tutti
oggi, dobbiamo purtroppo convivere.
Non è possibile quindi con il piano di attuazione, ridurre arbitrariamente le cubature già previste nel piano urbanistico, chi dice il contrario lo fa, nella migliore delle ipotesi, per assoluta ignoranza amministrativa.
Compito del consiglio comunale è quindi quello di valutare una proposta di piano di attuazione che, a partire dai dati del PUC preveda, nel migliore modo possibile, una equilibrata distribuzione di residenze, viabilità, verde e servizi.
A nostro avviso questo piano risolve in modo soddisfacente i non facili parametri urbanistici stabiliti. Per quanto riguarda poi le questioni a noi più care, valutiamo come assolutamente positiva, la scelta di non prevedere parcheggi posti direttamente sulla via Marconi, in questo modo si libera, a favore del transito pedonale, quel tratto di strada prospiciente la pizzeria Gutleben caratterizzato oggi da un discreto “disordine urbanistico”, inoltre, sottolineiamo l’importanza della prevista cessione di terreno a favore dell’amministrazione, in questo modo sará possibile, non solo eliminare gli attuali restringimenti, ma soprattutto portare l’attuale marciapiede a delle dimensioni tali, da consentire a lungo termine, anche la realizzazione di percorsi ciclabili promiscui.

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A volte ritornano…chi sperava che dopo vari tentativi, anche nel nostro territorio, gli “appetiti” di realizzazione di una centrale a pompaggio, fossero definitivamente abbandonati deve, purtroppo, ricredersi. Di seguito (la traduzione) un articolo a firma di Maria Pichler apparso su “Die Weinstrasse”  n.4  di Aprile 2013 che ci racconta di un nuovo tentativo nei vicini Comuni di Bronzolo ed Aldino.

Inoltre sul quotidiano Dolomiten del 5.4.2013 si apprende che i colloqui per lo sviluppo del progetto procedono. Artigiani ed imprenditori di Bronzolo si sono trovati con il gruppo di progettazione ITERS. Concretamente si é parlato di coinvolgere l’imprenditoria locale nella mega opera che avrá tempi di realizzazione di ca. 30 mesi. Si parla di incarichi diretti alle imprese locali, costituite eventualmente in consorzio. Gli altri temi affrontati legati al progetto sono stati i possibili effetti sulle sorgenti,  gli scavi ed il trasporto dei relativi materiali, l’allacciamento alla rete, i temi legati ai finanziamenti, la sicurezza in generale, ecc. 

Rimaniamo in attesa di sviluppi, sperando che le forti voci contrarie a tali progetti che si sono alzate a Renon, Laives e Nova Ponente, non si facciano aspettare anche ad Aldino e Bronzolo.

Maria Pichler “Die Weinstrasse”  n.4  di Aprile 2013

Negli anni scorsi imprenditori privati hanno, a più riprese, proposto la costruzione di una centrale a pompaggio in Alto Adige, ora è la volta del bolzanino Andrea Repetto che ne propone una sotterranea tra Aldino e Bronzolo

“È una buona idea”, dice Andrea Repetto parlando della realizzazione di una centrale a pompaggio sotterranea, tra Aldino e Bronzolo. “Per la produzione d’energia pulita si tratterebbe di un passo importante, ottenere energia da fonti rinnovabili.”

Lavoriamo insieme all’idea

Andrea Repetto ha proposto ai due comuni di collaborare “Non esiste ancora un progetto vero e proprio” dice l’imprenditore. Questo sará predisposto con le amministrazioni pubbliche, coinvolgendo le popolazioni “in assoluta trasparenza, serietá e coerenza.”

L’alto Adige come batteria per l’Europa?

Per il portavoce del Dachverband per la protezione di natura ed ambiente, bisogna porsi la domanda fondamentale se l’Alto Adige voglia o meno, svolgere la funzione di “batteria d’Europa”. Secondo Riedl, abbiamo giá fatto il nostro dovere, “nel settore energetico la nostra Provincia produce giá due volte il proprio fabbisogno”. “Sarebbe meglio ora occuparsi di mobilitá e riscaldamento”, in questo momento infatti importiamo grandi quantitá di gasolio per trazione e riscaldamento.“

In ogni caso, secondo Riedl, pur non conoscendo il progetto di Repetto, il nostro territorio si presta, dal punto di vista orografico, alla realizzazione di una centrale a pompaggio. “Il territorio tra Aldino e Bronzolo è adatto” questi gli argomenti dell’imprenditore, un salto di quota di ca. 800 m, le caratteristiche geologiche della roccia, ma anche l’ubicazione della struttura individuata su terreni pubblici, lontani dagli insediamenti abitativi.

Scetticismo verso gli imprenditori privati

“Non siamo fondamentalmente contrari alle centrale a pompaggio, sempre che queste siano realizzate utilizzando strutture giá esistenti e senza pregiudicare il bilancio idrico dei fiumi”, rileva Riedl, “il riempimento iniziale ed unico del bacino è vantaggioso poiché non prevede una sottrazione continua d’acqua dai torrenti, ma ci si deve in ogni caso porre la domanda della provenienza dell’energia necessaria al funzionamento della centrale a pompaggio. Proviene dalle centrali eoliche del nordeuropeo o dalle centrali atomiche francesi?” Questo dipende solo dal gestore. “In ogni caso il mio scetticismo cresce, se consideriamo che i progetti di centrale a pompaggio, di cui fino ad ora si é parlato in Alto Adige, sono stati proposti esclusivamente da imprenditori privati, mentre i gestori delle nostre grandi centrali non si sono ancora fatti parte attiva”. In Val d’Ultimo la centrale esistente con un investimento di ca. 50-70 milioni di Euro potrebbe essere utilizzata coma centrale a pompaggio.

Investimenti per 500 milioni di Euro

La centrale a pompaggio tra Aldino e Bronzolo costerá secondo Andrea Repetto tra i 450 ed i 500 milioni di Euro. Investitori europei hanno giá dichiarato interesse al progetto, mentre tutta la parte finanziaria economica dell’operazione è seguita dagli studi di consulenza internazionale KPMG e PROTOS. Secondo il progettista è importante che le banche, artigiani ed imprese locali, cosí come l’universitá di Bolzano, siano coinvolti nel progetto.

Non senza l’OK della popolazione

L’opera in sé, secondo Andrea Repetto, non costituisce niente di straordinario, a parte le dimensioni della stessa (800.000 mc per ogni bacino di raccolta) “non c’è niente da nascondere, le problematiche devono essere risolte insieme.” Tra queste l’allontanamento del materiale di scavo o il possibile prosciugamento delle sorgenti. L’imprenditore sottolinea che l’opera sotterranea dopo la realizzazione non sará più visibile dall’esterno. Se amministrazioni e popolazione non dovessero sostenere il progetto o se i rischi, impatti e problemi derivanti dal progetto fossero troppo grandi si rinuncera al progetto, non esistono al momento siti alternativi.

I tentativi fino ad ora falliti

La contrarietá delle popolazioni è stata fino ad oggi il motivo principale che ha portato al fallimento delle precedenti proposte di centrale a pompaggio in Alto Adige “la paura dei disagi durante le fasi di di cantiere e gli impatti sulla natura sono stati i motivi dell’opposizione ai progetti” rileva il Sindaco di Nova Ponente e segretario generale di Aldino: Bernhard Daum. Va detto che nel vicino comune di Nova Ponente un precedente progetto di centrale a pompaggio prevedeva due bacini a cielo aperto nelle immediate vicinanze di masi agricoli.

Auspicabile un confronto obiettivo

Per i Sindaci di Aldino e Bronzolo l’idea è sicuramente interessante “non appena disponibile un progetto concreto, lo presenteremo” dice il sindaco di Bronzolo Benedetto Zito. Per il Sindaco di Aldino Christoph Matzneller, oltre ai vantaggi economici per il Comune, i ritorni positivi per gli abitanti e l’imprenditoria locale è fondamentale chiarire la compatibilitá ambientale del progetto. Per Matzneller è importante che il progetto sia valutato seriamente con l’ausilio di tecnici competenti ed esperti ambientali. Rimane quindi da attendere siano messi sul tavolo fatti e dati concreti per poter valutare pro e contro dell’operazione.

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Articolo apparso sul bollettino comunale di febbraio 2013

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Lo staff della mensa

 

Qualità. è questa la parola d’ordine alla mensa scolastica di Laives. Cibi biologici e prodotti a chilometri zero sono stati introdotti in modo massiccio nel menù dei nostri ragazzi.

Mille e ottocento pasti al giorno. Di cui mille per la mensa scolastica e gli altri 800 per il nido e le materne. Il servizio di refezione scolastica a Laives cresce sempre di più. E non solo nei numeri. Perché negli ultimi anni si è puntato molto sulla qualità, raggiungendo standard molto elevati. “Dal 2012, da quando cioè si è concluso il progetto europeo del Sern – spiega il coordinatore della mensa comunale, Ferruccio Ruzzon – abbiamo puntato con sempre più decisione su prodotti bio e locali. Per esempio tutte le mele, le uova fresche e le patate sono prodotti che provengono dal nostro territorio. E contemporaneamente si è iniziato in modo massiccio con il cibo biologico.

Tutta la frutta e la verdura, infatti sono bio. Così come l’olio di oliva e tutti i latticini (latte, grana, yogurt, formaggi)”. Molta attenzione è stata rivolta anche alla tracciabilità di tutto il cibo. “Innanzitutto tutti i prodotti che utilizziamo sono senza ogm. Abbiamo introdotto il formaggio Stelvio, che è l’unico formaggio “dop” dell’Alto Adige Per quanto riguarda la carne prendiamo solo tagli puliti senza grasso, di animali nati e allevati in Italia. Come pesce utilizziamo esclusivamente razze che non sono in via di estinzione, in zone non inquinante e non protette dalla Fao. Il pesce di allevamento, invece, non deve utilizzare mangimi geneticamente modificati. Inoltre utilizziamo dadi senza allergeni, glutine, glutammato e lattosio”. A proposito di allergie: il numero di intolleranze alimentari è sempre in aumento. Come vi organizzate? “In ogni nostra struttura abbiamo una persona che segue solo le diete “alternative”, sia nella fase della cottura che in quella della distribuzione. In questo modo riusciamo a evitare ogni pericolo di contaminazione. é un impegno notevole, ma necessario, perché il fenomeno delle intolleranze alimentari è sempre più diffuso: ci sono problemi di celiachia, lattosio, diabete.

Ma non ci sono solo le patologie. La nostra mensa presta grande attenzione (e rispetto) anche alle diete legate alle religioni: abbiamo musulmani, indiani, ma anche per i cristiani che per esempio ci chiedono di non mangiare carne in quaresima o al venerdì. Cerchiamo di accontentare tutti: ogni giorno prepariamo circa 150 pasti con un menù differenziato. Chi avesse esigenze particolari, anche solo per un periodo limitato come appunto la quaresima, basta che si rivolga allo sportello del cittadino presso il municipio”. La mensa scolastica ha sempre avuto standard molto elevati. Ma il salto qualitativo è giunto in seguito alla partecipazione al progetto del Sern. “Aderire a quel progetto, che era finanziato con fondi europei e quindi al Comune è costato davvero molto poco è stato importantissimo – spiega Ferruccio Ruzzon – perché ci ha permesso di prendere ulteriore coscienza dell’importanza di un’alimentazione sana proprio a partire dalla refezione scolastica. Determinante è stata la sensibilità dell’allora assessore Alberto Covanti, ma per fortuna il suo successore, l’assessore Giorgio Zanvettor, ha proseguito con convinzione sulla stessa linea. Certo, per un’amministrazione comunale puntare su cibi biologici significa un aumento dei costi. Ma stiamo parlando della salute dei nostri bambini. E questa davvero non ha prezzo”.

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