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Archive for aprile 2011

Nell’ultimo consiglio comunale é stata approvata all’unanimitá una mozione delle opposizioni che impegna la Giunta  all’approvazione degli insiemi previsti dalla legge urbanistica. L’amministrazione ha in effetti finalmente a disposizione un documento che raccoglie 13 insiemi  e stabilisce gli opportuni interventi di tutela, l’assessore all’urbanistica Zelger si é impegnato a portare, quanto prima tale documento  in consiglio comunale.

L’approvazione unanime di una mozione dell’opposizione non é un avvenimento molto frequente a Laives,  questo solo basta a dare il segno del colpevole ritardo con cui ci si appresta ad affrontare la tematica, la questione si trascina infatti dall’inizio della passata amministrazione. Il termine  (04.2006) fissato dalla legge urbanistica entro il quale tutti  i comuni avrebbero dovuto approvare la tutela degli insiemi é abbondantemente superato, peraltro Laives é in “buona” compagnia avendo ottemperato all’obbligo solo 45  delle 116 amministrazioni totali.

Ecco il testo  di una nota inviata alcuni giorni orsono dal Presidente della Giunta provinciale e dall’assessore Laimer ai comuni (tra cui Laives) che a distanza di 5 anni dalla scadenza del termine fissato dalla legge urbanistica ancora non hanno approvato un piano degli insiemi.

Ma cosa  sono gli insiemi? Gli insiemi non sono elementi singoli, sono costituiti da una combinazione di diversi elementi (insiemi di elementi) che rispecchiano la storia e l’interazione tra uomo e ambiente e che, per la loro specificità, concorrono a caratterizzare l’identità di un luogo o di una regione.

La legge urbanistica provinciale definisce gli insiemi come segue: “Insiemi di elementi (Ensemble), in particolare vedute di strade, piazze e parti edificate, come pure i parchi e giardini con edifici, compresi i singoli elementi di tali impianti costituiti dal verde, da spazi liberi e specchi d’acqua, sono sottoposti nel piano urbanistico a particolare tutela, se il loro mantenimento è dettato da motivi di ordine scientifico, artistico o di cultura locale”. Affinché un insieme possa essere individuato come tale, devono essere presenti almeno due di dieci criteri fissati dalla normativa.

Perché sottoporre insiemi di elementi alla tutela degli insiemi? Il paesaggio, gli insediamenti ed i centri abitati sono in continua rapida, trasformazione con il rischio di un’omologazione e della perdita di eterogeneità.

Il patrimonio culturale è messo particolarmente a rischio dagli interventi umani, tra cui sono da annoverare, ad esempio, le speculazioni edilizie o alcuni interventi sconsiderati di adattamento al turismo di massa, i quali deturpano l’individualità e l’identità specifiche dei luoghi.
Misure per la conservazione e per uno sviluppo creativo dell’assetto urbano sono dunque assolutamente necessarie, pur nel rispetto delle specificità e delle caratteristiche locali.

La tutela degli insiemi rappresenta una strategia di sviluppo territoriale ed urbanistico che può contribuire a prevenire tali rischi. Sono dunque necessari interventi di tutela e di conservazione soprattutto per quegli elementi che nella loro tipicità possono essere considerati come un insieme. Per gli insiemi occorrono dunque interventi mirati, che si fondino sull’integrazione, siano aperti a nuovi sviluppi e contribuiscano a creare o a recuperare luoghi di grande valore.

In che cosa si differenzia la tutela degli insiemi dalla tutela dei monumenti o dalla tutela paesaggistica?

A differenza della tutela dei monumenti e della tutela paesaggistica, (entrambe di competenza provinciale) la tutela degli insiemi è competenza dei Comuni.  Con tale  tutela i Comuni hanno la possibilità ed al tempo stesso anche la responsabilità di porre sotto tutela quei beni che essi ritengono importanti in quanto caratterizzano l’identità di quella data località e di quel particolare paesaggio.

Rispetto alla tutela paesaggistica la tutela degli insiemi si distingue soprattutto per la presenza di manufatti creati dall’uomo. La differenza rispetto alla tutela dei monumenti consiste invece principalmente nel fatto che per la costituzione di un vincolo di tutela monumentale è determinante la presenza di elementi di notevole valore storico e artistico. Ad esempio, nel caso di un edificio, in genere non si conserva solo la facciata, ma anche gli interni e singoli elementi architettonici ivi presenti (ad esempio le volte o le pitture). La tutela degli insiemi si concentra invece solo sull’aspetto esteriore di una costruzione nel suo interagire con il contesto, ma può anche considerare il valore affettivo dei luoghi. Ciò significa che per insiemi s’intendono normalmente diversi costruzioni in relazione tra loro, così come il rapporto tra elementi architettonici ed elementi del paesaggio naturale o coltivato.

Ma vediamo anche quali sono i monumenti naturali (paesaggistici) ed i beni culturali  (edifici) giá sottoposti a tutela nel Comune di Laives

Monumenti naturali

  1. Tre castagni presso il maso Tschuegg. Si tratta di monumenti naturali arborei sul Monte Largo, che risaltano in modo marcato nel paesaggio con dimensioni eccezionali.
  2. L’acero americano di fronte alla parrocchia di Laives (Sissibaum – piantato in onore della principessa d’Austria ) che presenta dimensioni particolari per questa pianta.
  3. La prima parte della gola di Vallarsa. Si trova sul territorio comunale di Laives e rappresenta un monumento naturale geologico. Si tratta di una gola di porfido, in cui vicino alle pareti rocciose si trovano in parte anche estese falde detritiche. Queste fiancate inaccessibili e ostili, nella loro intattezza, rappresentano preziosi habitat naturali, anche se in gran parte si tratta di zone rocciose. Alti affioramenti di detriti morenici verticali che sono visibili da lontano e sono resti di una passata glaciazione rappresentano l’inizio della gola. Nella zona di tutela prevista si trova anche l‘antica cappella romanica di S. Pietro costruita circa nel 1200. Nei dintorni di questa cappella si sono mantenute fino ad oggi le rovine del castello Lichtenstein, il cui nome probabilmente è da ricondurre alle pareti chiare degli affioramenti morenici. Da questa cappella si può gustare un bellissimo panorama sulla Val d’Adige, che si trova in basso. Un punto panoramico simile si trova anche sulla parte opposta, all‘ uscita della Vallarsa. Infine in questo ambito troviamo ancora alcune vie lastricate ben conservate che rappresentano un‘ulteriore rivalutazione della zona.

Biotopi

  1. Biotopo confluenza Isarco-Adige. Viene tutelata come biotopo la zona fluviale alla confluenza Isarco-Adige. La maggior parte di questi boschi ripariali si trova nel territorio comunale di Bolzano, ma la parte più a sud della lingua di terra fra i due fiumi Adige e Isarco si trova invece sul territorio comunale di Laives. Queste zone, assieme al bosco ripariale, rappresentano un habitat unico per uccelli acquatici, palustri e per i rapaci. Vi si trovano rarità come la cicogna bianca, l’albanella reale, il codone, la moretta, il piviere, il martin pescatore e il chiò-chiò; inoltre compaiono il corriere piccolo, il piro piro e altri uccelli acquatici.
  2. Biotopo Galizia. Un tempo a Galizia esistevano ampie paludi. Oggi l’intera zona è stata bonificata e delle aree umide non è rimasto nulla. Nelle ex zone umide sono anche stati depositati rifiuti. Oggi, solo la notevole presenza di torba ricorda le paludi. L‘ultima rielaborazione del piano urbanistico comunale di Laives, per Galizia, prevede anche un frutteto da riservare a biotopo. Con questa iniziativa urbanistica il Comune ha espresso la chiara volontà di reintrodurre una porzione di natura nel fondovalle fortemente antropizzato e impoverito dal punto di vista ecologico, attraverso il ripristino naturale e la trasformazione di un‘area sfruttata intensivamente in una zona umida.

 Beni culturali

  1. ALBERGO GROSSHAUS
  2. ALBERGO ZUR PFLEG
  3. BURGER CON EDICOLA 
  4. LIECHTENSTEIN
  5. MULINO KÖHL
  6. PARROCCHIALE DEL BEATO ENRICO DI BOLZANO A COSTA
  7. PARROCCHIALE DI SANT’ANTONIO ABATE E SAN NICOLÒ A LAIVES
  8. RENNERHOF
  9. SAN GIACOMO
  10. SAN PIETRO IN MONTE (PETERKÖFELE)
  11. STALLERHOF
  12. TORRE TINZLLEITEN
  13. VIA D.CHIESA 18-20
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Si pubblica di seguito il testo di una interrogazione del gruppo verde provinciale relativa al nuovo Masterplan ed alle ripercussioni sul piano di rischio aeroportuale recentemente approvato dai Comuni di Bolzano, Laives e Vadena.

INTERROGAZIONE Pista più lunga: Piano di rischio aeroportuale da rifare, nuovo carcere incompatibile?

Con delibera 313 del 28 febbrai 2011, la Giunta provinciale ha approvato il “Piano di rischio aeroportuale” già approvato dai comuni di Bolzano, Laives e Vadena (loro è la competenza dell’elaborazione del piano) e l’ha inserito d’ufficio nei piani urbanistici dei rispettivi comuni.

Il piano di rischio è un documento contenente le indicazioni e le prescrizioni da recepire negli strumenti urbanistici dei singoli Comuni ai sensi dell’art. 707 del codice della navigazione.

Le indicazioni e le prescrizioni sono finalizzate a tutelare il territorio dalle conseguenze di un eventuale incidente. Il Piano contiene limitazioni molto severe per gli insediamenti, la possibilità di costruire edifici e creare attività pubbliche e private, l’altezza, la dimensione e lo scopo di dette costruzioni. Esso diventa un vincolo forte di ogni sviluppo urbanistico.

Le indicazioni e le prescrizioni contenute nel piano di rischio si applicano alle nuove opere o attività da insediare nelle aree da sottoporre a tutela. Le aree di cui sopra, distinte in zona A, zona B e zona C  (con vincoli via via decrescenti) si estendono, in asse con la pista dell’aeroporto di Bolzano, per una lunghezza di 3.000 m sia a nord che a sud. Gli indirizzi stabiliti dall’ENAC e recepiti nelle norme del Piano di Rischio sono volti, in sintesi, al contenimento del carico antropico e individuazione delle attività compatibili. In particolare:

Zona di tutela A: è da limitare al massimo il carico antropico. In tale zona non vanno quindi previste nuove edificazioni residenziali. Possono essere previste attività non residenziali, con indici di edificabilità bassi, che comportano la permanenza discontinua di un numero limitato di persone.

Zona di tutela B: possono essere previsti una modesta funzione residenziale, con indici di edificabilità bassi, e attività non residenziali, con indici di edificabilità medi, che comportano la permanenza di un numero limitato di persone.

Zona di tutela C: possono essere previsti un ragionevole incremento della funzione residenziale, con indici di edificabilità medi, e nuove attività non residenziali.

Nelle tre zone vanno evitati comunque:

  • insediamenti ad elevato affollamento;
  • costruzioni di scuole, ospedali e, in generale, obiettivi sensibili;
  • attività che possono creare pericolo di incendio, esplosione e danno ambientale

Il profilo delle zone obbligatorio per l’aeroporto di Bolzano corrisponde agli aeroporti di classe 3 e 4. La zona più vincolata, come si vede, è la zona A. Le aree individuate vengono fissate secondo profili standard, che sono collocati a una distanza prestabilita dalla testa e dalla coda della pista di decollo e atterraggio. Se si sposta la pista, il piano di rischio è da rifare, spostando in modo corrispondente la collocazione delle zone di tutela.

E’ proprio ciò che arriverà in seguito all’approvazione da parte della Giunta provinciae del Masterplan per l’aeroporto, che prevede non solo un allungamento della pista fino a 1400 metri, ma anche un allungamento delle fasce di sicurezza in testa e in coda alla pista: a sud dagli attuali 150 metri a 250 metri, e a nord dagli attuali 150 metri a 300 metri.

Il problema è a nord: poiché l’attuale fascia di sicurezza di 150 metri è già arrivata al massimo spazio occupabile, l’allungamento di altri 150 metri di questa fascia verrà ottenuto traslando la pista di decollo e atterraggio di 150 metri verso sud. Insomma, verrà spostata la pista di atterraggio e decollo, sulla cui base sono disegnate le zone di tutela del piano di sicurezza.

In seguito a questa traslazione verso sud, che porta con sé una traslazione di tutte le zone di tutela, appare molto probabile che il terreno su cui dovrebbe sorgere il nuovo carcere di Bolzano (finora esterno alla zona di tutela, eccetto una particella – indicata nelle mappe di rischio col numero 3) finisca per rientrare nella zona A, quella con i vincoli maggiori.

In questa zona un carcere risulta incompatibile con le prescrizioni corrispondenti: “Zona di tutela A: è da limitare al massimo il carico antropico. In tale zona non vanno quindi previste nuove edificazioni residenziali. Possono essere previste attività non residenziali, con indici di edificabilità bassi, che comportano la permanenza discontinua di un numero limitato di persone”.

Si chiede alla giunta provinciale

  1. Corrisponde al vero che secondo le previsioni del Masterplan la pista di decollo e di atterraggio dovrebbe essere traslata verso sud? Se sì, di quanti metri?
  2. La traslazione comporta il rifacimento del piano di rischio dell’aeroporto di Bolzano?
  3. Se sì, attraverso quale procedura?
  4. La traslazione comporta il fatto che tutta o gran parte dell’area dove è previsto il nuovo carcere rientrerà nella zona di tutela A?
  5. In questo caso, cosa intende fare la Giunta provinciale? Rinunciare al carcere in quell’area, oppure rinunciare o correggere il Masterplan appena approvato?
  6. Si è consultata la Giunta provinciale con i comuni interessati su questo argomento? Se sì, con quale esito?
  7. Si è consultata la Giunta provinciale con l’ENAC su questo argomento? Se sì, con quale esito?
  8. Si è consultata la Giunta provinciale con l’amministrazione penitenziaria e/o col ministero competente su questo argomento? Se sì, con quale esito?

Bolzano, 14 aprile 2011

Firmato Consiglieri

Riccardo Dello Sbarba

Hans Heiss

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Sul finire della passata amministrazione é stato approvato dai Comuni di Laives, Bolzano e Vadena, il piano di rischio areoportuale (vedi relativo post) si tratta di un documento previsto dal nuovo codice della navigazione per tutti gli aeroporti civili del territorio nazionale. Il piano redatto dai tecnici Dr. Bussadori Virna, Arch. Cattaruzza Dorigo Adriana , Arch. Zanvettor Giorgio, é stato successivamente approvato dall’ENAC (Ente Nazionale Aviazione Civile) e su richiesta dei tre Comuni, trasmesso all’amministrazione provinciale per il mero inserimento nei rispettivi strumenti urbanistici.
Il citato nuovo codice della navigazione (Art. 707 – D.Lgs. 15.03.206, n.151 ) prevede espressamente che la competenza per l’elaborazione del piano di rischio aeroportuale sia in capo alle amministrazioni singole comunali interessate, nella nostra realtá quindi (caso piú unico che raro) l’amministrazione provinciale, su questo tema specifico, non ha nessuna possibilitá di “scavalcare” le amministrazioni comunali.
Il piano approvato dai Comuni di Bolzano, Laives e Vadena é molto importante per i seguenti motivi:
  • introduce provvedimenti tesi a rafforzare i livelli di tutela nelle aree limitrofe agli aeroporti
  • prevede zone di rischio (inserite nei piani urbanistici con particolare norme di tutela) che sono inserite ad una distanza fissa dalla fine della pista di decollo ed atterraggio

In particolare questo ultimo aspetto riveste una particolare importanza alla luce delle ultime vicende legate all’aeroporto di Bolzano, infatti una eventuale modifica delle dimensioni della pista (come quella prevista dal recente Masterplan approvato in Giunta provinciale) sarebbe possibile unicamente prevedendo un contestuale spostamento delle citate zone di rischio, ma che a loro volta, non possono essere modificate d’ufficio dalla Provincia essendo come detto queste di esclusiva competenza comunale.

In sostanza nessun ampliamento e/o spostamento della pista é possibile senza l’accordo/consenso delle amministrazioni locali direttamente coinvolte.

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